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Professore #Antonio #Izzo
INCONTRI PAPALI
Napoli 17giugno2025 – #PLRPianura
Papa Leone XIV incontra la Conferenza Episcopale Italiana
Un forte richiamo all’unità, alla pace e alla centralità della persona umana ha risuonato questa mattina in Vaticano, dove Papa Leone XIV ha incontrato i Vescovi della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) nell’Aula della Benedizione. Nel suo primo discorso ufficiale alla CEI, il Pontefice ha tracciato le linee guida per la Chiesa in Italia, esortando i presuli a un rinnovato slancio evangelico e a un coraggioso impegno di fronte alle sfide contemporanee.
Aprendo il suo discorso, Papa Leone XIV ha ricordato l’amato Papa Francesco, citando il suo ultimo messaggio pasquale “Urbi et Orbi” come “estremo, intenso appello alla pace per tutti i popoli”. Il Pontefice ha voluto riecheggiare le parole del Signore Risorto: “La pace sia con voi!”, sottolineando la continuità del suo pontificato con quello del predecessore e ringraziando per le preghiere di sostegno.
Il discorso ha evidenziato il “particolare legame” che unisce la Chiesa italiana al Papa, un rapporto “comune e particolare” come definito da San Paolo VI. Leone XIV ha ribadito l’importanza della collegialità episcopale, ispirandosi ai principi del Concilio Vaticano II e in particolare alla Costituzione Lumen gentium, che riconosce gli Apostoli come “collegio” con Pietro a capo. Questo principio, ha spiegato il Papa, deve informare sia il rapporto tra i Vescovi che quello con il Successore di Pietro, estendendosi anche a una “sana cooperazione con le Autorità civili”.
Richiamando le parole di Papa Benedetto XVI, che nel 2006 descrisse la Chiesa in Italia come una “realtà molto viva”, Leone XIV ha riconosciuto le nuove e complesse sfide che essa deve affrontare. Tra queste, il secolarismo, una crescente disaffezione nei confronti della fede e la pressante crisi demografica. Citando Papa Francesco, il Pontefice ha invocato “audacia” e “scelte coraggiose” per non abituarsi a situazioni che sembrano “normali o insormontabili”, ma che richiedono una Chiesa capace di lasciarsi “disturbare dagli eventi e dalle persone”.
Il Santo Padre ha delineato quattro “attenzioni pastorali” fondamentali per il cammino della Chiesa italiana:
– Urge porre Gesù Cristo al centro, tornando al kerygma, il primo annuncio, per aiutare le persone a vivere una relazione personale con Lui e riscoprire la gioia del Vangelo. È essenziale trovare nuovi linguaggi e strumenti per raggiungere tutti, specialmente i più lontani.
– Il Papa ha auspicato che ogni Diocesi promuova “percorsi di educazione alla nonviolenza, iniziative di mediazione nei conflitti locali, progetti di accoglienza che trasformino la paura dell’altro in opportunità di incontro”, affinché ogni comunità diventi una “casa della pace”.
– Di fronte alle sfide poste da intelligenza artificiale, biotecnologie e social media, che rischiano di “appiattire o dimenticare” la dignità umana, il Pontefice ha raccomandato di coltivare una “visione antropologica” come strumento essenziale del discernimento pastorale. “La persona non è un sistema di algoritmi: è creatura, relazione, mistero”, ha ammonito.
– La cultura del dialogo deve essere coltivata in tutte le realtà ecclesiali, trasformandole in “spazi di ascolto intergenerazionale, di confronto con mondi diversi, di cura delle parole e delle relazioni”. Solo dove c’è ascolto, ha affermato il Papa, può nascere comunione e la verità diventa credibile.
Concludendo il suo discorso, Papa Leone XIV ha esortato i Vescovi a proseguire il Cammino sinodale in unità, senza temere le “provocazioni dello Spirito”. Ha incoraggiato a guardare al domani con serenità e a non aver paura di “scelte coraggiose”, ribadendo che nessuno potrà impedire alla Chiesa di “stare vicino alla gente, di condividere la vita, di camminare con gli ultimi, di servire i poveri” e di “annunciare il Vangelo”.
Infine, il Pontefice ha raccomandato di curare la formazione dei fedeli laici, affinché siano “protagonisti dell’evangelizzazione nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, negli ambienti sociali e culturali, nell’economia, nella politica”.
Antonio Izzo


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