QUANDO IL MARE È IN QUARANTENA: STORIE DI QUIESCENZA E DI CUORE

Di Ciro Scognamiglio “ traduttore e trasduttore” !

Bagnoli Duca degli Abruzzi Nautico il #12giungo2025 oggi che leggete 14/06/25

“La fotografia è un talismano, un rifugio contro la paura della famosa sorella…”, diceva mio padre, il vecchio Mario, sopravvissuto a campi e tempeste. E non si riferiva alla sorella che viene col velo nero, ma a quella più subdola: l’#oblio. Per questo, fotografare per me è sempre stato “cerchiare i volti”, salvare le storie, fermare il tempo per darle un nome.

E ora che siamo sette, cinque femmine e due maschi, in quella terra di mezzo chiamata #quiescenza, ci guardiamo in uno scatto che non è soltanto memoria: è missione compiuta. È vita vissuta e amore disciplinare. È una dichiarazione di resistenza.

Io, Ciro, il monello-professore poi preside, poi biologo-fisico del mare (ma non di mare, per via della mia zoppìa che non si fotografa mai), già da sei anni sono “fuori ruolo” e all’IMPS di paese ho detto chiaro:

“Sì, voglio bruciare la sugna! Non mi portate sfiga, ché ho ancora da #raccontare!”

Ritratti del cuore (e dell’#anima)

Questa è la foto del cuore. Ci siamo noi, noi che abbiamo amato i nostri studenti e che ora, in questo scatto di quiescenza, siamo ancora in ascolto, come un’altra famiglia.

#Stefania, la scienziata con le provette in una mano e i figli nell’altra, che dalla chimica della vita è passata alla biologia dell’affetto. Analizza acque e anime, e sa che il pane si compra con la scienza… ma si impasta con la lucidità operativa del cuore.

#Antonella, l’italianista di razza, letterata vera, che ha educato educando se stessa, e con la sua penna ancora oggi attraversa la nostra redazione. Il tuo sapere, #Antonè, non va in pensione: migra, si sedimenta, si trasforma.

#Paola, la collega dell’oceano fisico, la via #Tari che è un quartiere nel cuore. Con lei ho scambiato formule e saperi aurici: non eravamo solo insegnanti, eravamo “autori di profondità”. La fisica, con te, è diventata poesia tangibile.

#Giuliana, l’atleta silenziosa che ha fatto correre persino il vecchio zoppo. Ordinaria delle scienze motorie, ha dato al nostro gruppo la perseveranza darwiniana che ci ha resi educatori della fitness evolutiva, quella che abbraccia mente e corpo.

E gli altri…

Tonino Izzo, vaticanista in erba, non ti citiamo per i ruoli. Ti citiamo perché queste donne che salutano la cattedra ti lasciano una storia, una presenza, un vuoto pieno d’amore. Non sarai solo, Tonì. Dalla strada via Napoli ti racconteremo, ridendo e ascoltando.

E poi Virgilia e De Vescovi, che non si sono fotografati con il vecchio del mare… troppo stanchi, forse, o troppo vulcanici. Ma comunque in quiescenza, e quindi in partenza.

Non ci mettiamo in panchina

Sì, pensione. Ma lasciate perdere la parola come ve la vendono i ciclopi della burocrazia.

Quiescenza non è riposo.

È #auricità. È mettersi in ascolto del mondo con più tempo e più coscienza.

La nostra #Accademia del #Mare non ha cancelli d’uscita. La pensione non ci ha chiuso fuori. Anzi, ci ha liberati dentro. Ora possiamo scrivere, raccontare, vivere il sapere come memoria attiva, come scienza con il cuore.

Ci dicono:

“Il pensionato è debole, improduttivo, consumatore di risorse.”

No.

“Il pensionato è un altro sociale, da rimuovere.”

No.

“Il pensionato è un problema medico.”

NO.

Siamo una generazione di pensonati aurici.

Aurico viene da #aurum, oro. È la nostra stagione preziosa, non perché brilla, ma perché nutre.

Siamo ancora qui, a scrivere, studiare, incontrare, amare, fare ricerca con passione e rigore.

Siamo quelli che i cantieri non li disturbano: li apriamo.

Siamo quelli che una cattedra l’hanno lasciata, ma una missione no.

Ci vediamo tra le pagine

Vi aspetto tutte – e tutti – al mio primo saggio narrativo, in uscita ora:

#Viaggio di #40 #anni e una #barca”, #GrausEdizione.

È il diario del Capitano del Mare che ha fatto della pensione un faro, e del ricordo un remo.

Perché, come dicevo da ragazzo:

“Con me si vince facile, perché ho mezza gamba #zoppa… ma l’importante è crederci.”

E voi, ci avete sempre creduto.

Shalom.

CIROSCO99 – Il Vecchio e il Mare

Professore, monello, scrittore e scienziato dell’umano

POST SCRIPTUM – COS’È UN PENSIONATO AURICO

Il pensionato aurico non è in declino, è in trasformazione.

Non è un corpo che consuma, è una mente che illumina.

Non è un “ex” qualcosa, è un “più” qualcuno.

È antropologia viva:

• È cultura della memoria,

• È psicologia del presente,

• È sociologia del possibile.

Perché il tempo non si perde:

si trasmette.

E noi siamo i suoi traduttori più fedeli.

#FUORITEMPO – si un TRADUTTORE o TRASDUTTORE DI PRESSIONE DELLA VITA!

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 8 persone e persone che sorridono

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