MA e PERÒ – Il Luogo della Comunità di Pianura, terra Flegrea

Lettera di ringraziamento a un regista della memoria

Il vecchio c’è – col cuore e con speranza!

Caro James La Motta,

grazie di cuore. Lo diciamo con la voce piena, come chi non si limita a ringraziare per una gentilezza, ma per un gesto profondo, che tocca l’identità di un popolo.

Hai raccolto frammenti e li hai ricomposti in partitura. Non hai solo ascoltato: hai diretto. Come un maestro orchestrale della memoria, sei entrato in punta di piedi nel cuore ferito e vitale di Pianura, e ne hai fatto sinfonia.

Accanto a te, un quartetto umano.

Due donne – Teresa e grazie – che portano sulla pelle e negli occhi il peso e la bellezza del quotidiano, della cura, del pensiero;

Due uomini – Enzo ed Enzo – che conoscono la strada, la lotta, il suono delle cose vere.

Tutti insieme, anime diverse e concordi, sotto una stessa bacchetta, che non impone ma invita. E fa risuonare.

E poi ci siamo noi:

un fotografo che scatta – mentre il tempo si ferma tra le pieghe dei volti e delle mani –,

e uno che scrive, perché ogni quartiere ha bisogno di memoria scritta, di parole che tengano accesa la luce quando la cronaca spegne i riflettori.

QUESTA è Pianura.

Non solo periferia. Non solo MA e PERÒ.

Ma luogo generativo, terra flegrea dove il fuoco non distrugge, ma purifica e fa nascere.

Stai costruendo – con umiltà e visione – un’opera collettiva, dove il cinema incontra il vissuto, dove l’arte si fa comunità. Non per nostalgia, ma per speranza.

Perché il futuro comincia quando qualcuno ha il coraggio di ascoltare, e di raccontare.

E tu lo fai.

Grazie, regista della memoria.

Il vecchio c’è – e i giovani pure.

Con il cuore. Con speranza. Con te.

Ciro Scognamiglio

per il quartetto umano di Pianura

e per chi scatta, scrive, e resiste.

Pianura, giugno 2025martedì 10

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