IL VATICANISTA – PROFESSORE ANTONIO IZZO

Piazza San Pietro si è trasformata oggi, Vigilia di Pentecoste, in un vibrante crocevia di fede e comunione, accogliendo migliaia di membri di Movimenti, Associazioni e Nuove Comunità per una solenne Veglia di preghiera nell’ambito del Giubileo 2025. Un evento che ha sottolineato con forza il significato della sinodalità e della missione evangelizzatrice della Chiesa.
Nella sua omelia, Papa Leone XIV ha richiamato il “Veni creator Spiritus”, sottolineando come lo Spirito Creatore sia il protagonista silenzioso della missione di Gesù e di ogni credente. “Lo Spirito del Signore è sopra di me”, ha citato il Papa da Luca, ricordando come il Battesimo e la Confermazione uniscano ogni cristiano alla missione trasformatrice di Cristo.
Il Pontefice ha evidenziato come a Pentecoste lo Spirito abbia unito le diversità di Maria, degli Apostoli e dei discepoli, radicandoli nell’unico Signore Gesù Cristo. Non “molte missioni”, ma “un’unica missione”, ha ribadito il Santo Padre, invitando a essere “estroversi e luminosi”, piuttosto che “introversi e litigiosi”.
Un passaggio centrale dell’omelia è stato dedicato alla sinodalità, definita come “il modo in cui lo Spirito modella la Chiesa”. Il Papa ha ricordato come la parola “sinodalità” richiami il “con”, il segreto della vita di Dio Trinitario, e la “strada” (“odós”), poiché “dove c’è lo Spirito c’è movimento, c’è cammino”.
In un mondo lacerato, lo Spirito Santo “ci educa a camminare insieme”, trasformandoci da “predatori” a “pellegrini”. Il Santo Padre ha esortato a non agire “ognuno per sé”, ma a “armonizzare i nostri passi ai passi altrui”, coltivando e custodendo il creato, come insegnato nell’Enciclica Laudato si’. Le aggregazioni e comunità, ha affermato, devono essere “palestre di fraternità e di partecipazione”, luoghi di incontro e di spiritualità, in cui lo Spirito ispiri una vita contemplativa che rinneghi l’autoaffermazione e lo spirito di contesa.
Evangelizzazione: opera di Dio e via delle Beatitudini
Infine, il Papa ha ribadito che l’evangelizzazione non è una “conquista umana del mondo”, ma “l’infinita grazia che si diffonde da vite cambiate dal Regno di Dio”. È la “via delle Beatitudini”, un percorso comune, teso tra il “già” e il “non ancora”, caratterizzato dalla fame e sete di giustizia, dalla povertà di spirito e dalla misericordia.
Il Santo Padre ha concluso la sua omelia invitando a essere profondamente legati alle Chiese particolari e alle comunità parrocchiali, agendo “in armoniosa sintonia” attorno ai propri vescovi. “Se insieme obbediremo allo Spirito Santo!”, ha affermato il Papa, “le sfide che l’umanità ha di fronte saranno meno spaventose, il futuro sarà meno buio, il discernimento meno difficile.”
La Veglia di Pentecoste ha offerto un potente messaggio di unità e speranza, richiamando tutti i fedeli, in particolare i membri dei Movimenti e delle Associazioni, a essere fermento di comunione e testimoni dello Spirito Santo nel mondo.
Antinio Izzo
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