DA PIANURA IL DECUMANO – IL COLPO GROSSO DEI VISIONARI DEL GIARDINO D’AUTORE
Sabato del Villaggio, 7 giugno 2025 – Cronaca poetica di una rinascita annunciata
“I fanciulli gridando / su la piazzuola in frotta, / e qua e là saltando, / fanno un lieto romore”
(Epigrafe da Recanati, adottata a Pianura)
Rumore buono.
Rumore di ritorno.
Rumore di comunità che si ritrova.
In questa piazzetta ritrovata di Pianura – che il tempo antico chiamava Chianura – è fiorito il “Giardino d’Autore”, una casa dell’anima, una cattedra sotto le stelle, una soglia collettiva tra il sogno e la realtà. È qui che, sabato 7 giugno, il cuore visionario di un intero villaggio ha battuto forte, come non accadeva da anni. Ed è accaduto il colpo grosso: è tornato a casa James La Motta.
I Visionari del Giardino
A renderlo possibile sono stati quattro nomi che ormai sono sigla d’amore per Pianura: Grazia, Teresa, Enzo, Enzo.
Visionari, sì, ma concreti.
Artigiani di bellezza, custodi di memoria, seminatori di futuro.
• Teresa De Giulio, eclettica maestra e comunicatrice, ha donato parole e profondità al racconto della serata, intrecciando poesia e vita.
• Enzo Nugnes, cuore operativo instancabile, ha fatto della sua tenacia un motore.
• Il Maestro Enzo Carro, sebbene assente per impegni in un altro palco della vita, è rimasto presente con il suo insegnamento musicale, educando l’intero quartiere all’ascolto e al rispetto.
• E Grazia Vernillo, la voce narrante. La dama del giardino, la maestra dell’ascolto. Lei che non presenta, ma accoglie. Non impone, ma unisce. Lei, il centro simbolico di questo Sabato del Villaggio.
“È lei la madre simbolica di una rinascita popolare e culturale.”
“Lei che ci ha fatto sentire centro, e non più periferia.”
Grazia ha raccolto storie, intrecciato vite, ospitato l’anima di Pianura intera. Ogni artista, ogni bambino, ogni anziano ha trovato in lei uno sguardo che illumina. È così che nasce una comunità: non da un proclama, ma da una voce che chiama per nome.
Il Ritorno dell’Autore del Villaggio
È stato James La Motta, figlio vero di questa terra, artista generoso e profondo, a riportare al villaggio la bellezza della visione. La Motta, che partì con l’amore di casa nello zaino, è tornato con l’anima piena di storie, cortometraggi premiati, poesia viva. E una compagna al fianco, segno che l’arte è anche famiglia, valore, costruzione.
Nel suo racconto, nel suo spettacolo, nel suo omaggio a Pino Daniele – “Cià Guagliò”, nato da un’idea di Salvatore Mazzella – ha riportato le emozioni di un Sud che canta ancora, che resiste, che sa commuoversi. Sul palco con la JAMmONE New Band, con Tony Esposito ospite, James ha acceso il cuore della piazzetta.
“Ha restituito bellezza alla comunità – e ha fatto parlare.
Qui, se si vuole, si può.”
Il pubblico ha respirato un teatro del cuore, fatto di musica, video, parole. Di poesia – come quella che Teresa De Giulio ha declamato, premiata, alta, senza effetti speciali. Solo verità.
Non è finita Domenica
Questo Sabato del Villaggio non finirà con la domenica. Continuerà ogni volta che una bambina aprirà un libro. Che un ragazzo salirà su un palco. Che un gruppo di adulti tornerà a credere nel valore di un quartiere.
“Siamo qui. E siamo poesia.”
Siamo Pianura. E siamo storia rinata.
In un tempo in cui tutto sembra frammentato, questo villaggio ha trovato unità, senso, radici. E lo ha fatto anche grazie a chi ha accompagnato questo percorso con discrezione e amore: Ciro Scognamiglio, direttore del giornale-blog Lontani la Traversata, presente con il suo sguardo critico e poetico – questo afferma il #popolo!
“Oggi – dice lui – i ragazzi hanno fatto la nuova storia.”
E noi, emanuensi della penna BIC, ci saremo ancora, per scrivere il prossimo capitolo.
Post Scriptum – 152 anni dopo
Un vecchio cantastorie – uno dei tanti figli di Pianura – ha fatto i conti con la storia. Da quel 29 settembre 1829, quando Giacomo Leopardi scrisse il suo “Sabato del Villaggio”, al 1981 passano 152 anni. Aggiungendo i 44 vissuti fino ad oggi, siamo a 196.
Quel vecchio, oggi settuagenario, ha detto con fermezza:
“Siamo la Recanati del Sud.”
“Siamo Pianura, e siamo ancora in tempo.”
James La Motta, con l’anima vibrante di chi ha conosciuto le periferie del cuore e ne ha fatto arte, ha promesso: “Parlerò di questa terra. Ne farò cinema. Ne farò teatro. Ne farò memoria.”
Fuoritempo del racconto: non ci resta che emozionarci vivendo.
Grazie James, grazie Grazia, Teresa, Enzo e Enzo.
Noi ci saremo. Sempre. Con voi.
Cantastorie del Decumano Minore
Pianura, 8 giugno 2025

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