LETTERE DAL DECUMANO MINORE
L’AVVOCATO DEL POPOLO
#Domenica1giugno2025 – si- ! la domenica del villaggio il girono prima della festa della Repubblica – noi parliamo da #Nessuno prima – domani parola a quelli che contano!
Chiunque si trovi davanti a un giudice, o semplicemente nei guai — per colpa o per destino — la prima cosa che fa è cercarsi un avvocato. Qualcuno che lo difenda, che parli per lui.
E allora, oggi, da questo mio Decumano Minore, la domanda è: chi è l’avvocato del popolo?
Chi prende la parola per la strada, per la povera gente, per chi non ha voce?
Abbiamo riempito la nostra esistenza di forme nuove, di cloni delle vecchie idee. Ma noi, io, vogliamo tornare a guardare a casa, perché crediamo nell’Uomo della Croce — fratello nelle battaglie, nelle cadute, nelle resurrezioni.
E crediamo che la povertà non sia una colpa né una bandiera, ma una condizione che chiede giustizia, non pietismo.
Dal fiume della storia — che sia quello di Siddharta o di un altro cammino — si alza uno sguardo lucido: ammonisce, non condanna.
E mentre in Campania si parla di “docenti dell’alveo” che fanno vergognare la scuola e l’intelligenza, io voglio fermarmi sull’Avvocato del Popolo. Non il ministro, non il politico, non il venditore di parole: colui che difende l’umano.
Nei borghi del pane condiviso, quelli dove il vicolo ha ancora memoria, si ricordano le scelte di chi ha dato bandiere e dignità alla gente: Bonelli, Santoianni, Bertinotti…PecoraroScanio…
E oggi? La Russa si racconta, la Meloni confonde le carte. Tutti cercano un centro, una scusa, un’idea. Ma l’Italia resta una #bottega, e la #democrazia una parola usurata.
Abbiamo idee confuse, e l’odio è diventato un bene di scambio.
A destra, a sinistra — non c’è differenza quando il #linguaggio è un #pugnale. E se non rimettiamo questi toni nella cassetta degli attrezzi vecchi, ci sveglieremo in un nuovo medioevo, con le lenzuola bianche stese su corpi inermi e menti spente.
Anche le parole più alte — quelle del Presidente Mattarella — sembrano inascoltate, sommerse da un delirio collettivo in cui si arriva perfino ad augurare la morte ai propri avversari. Dai banchi del potere! Ai minori!
Siamo ancora savi?
Io ho visto, e ho letto, e spesso ho letto senza vedere. Ma ora voglio #pensare, e lo faccio con la forza di #Hegel, di #Plotino, della #fisica quantistica, che ci dice che la radiazione è relazione. È scambio, è energia che si trasforma nel simile e nell’altro.
E chi dice che “#Ciruzzo non sta #bene”, faccia #pure: io ho #trovato il mio avvocato.
È la parola che cerca #speranza comune. È l’anima che non si arrende al cinismo.
Sì, noi siamo un popolo senza speranza venduta — e proprio per questo abbiamo il dovere di cercarne una vera.
I patti devono servire alla vita di tutti, non al potere di pochi. Basta demiurghi arroganti.
Io credo in chi ha spezzato il pane, non in chi alza la clava con la bandierina.
E allora non chiedetemi se sto con la destra o la sinistra: io sto sulla #soglia, dove ci si riconosce tra #sorelle e #fratelli di #strada.
Forse siamo davvero nelle mani di un #Salvatore.
Un #Avvocato del #Popolo, #fuori dal #tempo, ma dentro tutte le battaglie vere.
CIRO SCOGNAMIGLIO

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