#NOI, POVERI ILLUSI – da Rete di Giustizia
In morte del Professor Gaetano Azzolina – una voce dalla fuffa alla vergogna
di #Nessuno 17 maggio 2025
C’è una notizia che non c’è.
Una morte passata sotto silenzio, inghiottita da una cronaca che ha preferito parlare di boss mafiosi e delle loro amanti, di Ferrari e di Twingo, di gossip travestiti da notizia.
È morto Gaetano Azzolina, uno dei più grandi cardiochirurghi italiani. Talmente grande da essere paragonato a Barnard.
Eppure, nel rumore sordo di questa società sfiatata, non se ne è occupato nessuno.
Nessun telegiornale nazionale. Nessun tributo in prima serata. Nessuna trasmissione che parli di medicina e salute ha ritenuto degno informare il Paese che ha perso un uomo capace di salvare migliaia di bambini blu, affetti da tetralogia di Fallot.
E io?
Io che mi dico giornalista, io che pure sono stato salvato dalla scienza, non ho alzato la voce.
Mi accorgo tardi che tutto il resto è fuffa: la guerra raccontata come fiction, i dibattiti urlati, la cronaca al mercatino.
Abbiamo disimparato a dare valore al bene. E quando muore un uomo come Azzolina, ce ne accorgiamo solo per caso, tra le righe di qualche post condiviso da chi lo amava davvero.
E allora cedo la parola a chi ha scritto meglio di me, a chi ha conosciuto da vicino la grandezza silenziosa di questo medico:
“𝗚𝗮𝗲𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗔𝘇𝘇𝗼𝗹𝗶𝗻𝗮 non c’è più. Quasi nessuno ne ha parlato, poche notizie di stampa locale, e questo mi rammarica molto. Azzolina é stato un grande cardiochirurgo, forse uno tra i più bravi d’Italia, insieme a 𝗣𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮𝗻 e pochi altri. Italiano di nascita (siciliano) e americano d’adozione, era il cardiochirurgo dei bambini. Quelli 𝗯𝗹𝘂 in particolare. Ne ha operati e salvati migliaia. Ha lavorato negli Stati Uniti a fianco di 𝗗𝗲 𝗕𝗮𝗸𝗲𝘆 e 𝗖𝗼𝗼𝗹𝗲𝘆, leggende della cardiochirurgia. È stato il primo in Italia ad intervenire sul cuore di un paziente per curare una malformazione genetica. A lui devo molto, la mia seconda vita. Il tuo 𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘁𝗼 𝗯𝗹𝘂 non ti dimenticherà.”
(Sabrina Talarico)
“Due giorni fa è deceduto il collega Gaetano Azzolina. Mi capitò di visitare un bambino di pochi mesi con problemi respiratori. Dopo una RX al Meyer, il prof. Vichi disse: ‘Questo bambino ha un doppio arco aortico. Telefona ad Azzolina a Massa.’ Azzolina confermò la diagnosi e lo operò. Oggi quel bambino è un adulto sano. Questi due colleghi hanno reso la sanità italiana tra le migliori al mondo.”
(Renzo Bresci)
Questa è la vera storia del Paese.
Il resto è spettacolo da baraccone, distrazione tossica, morale televisiva da discount.
Mi firmo NESSUNO, perché così mi sento, davanti a questo silenzio complice.
E perché – come Ulisse davanti al Ciclope – so che chi osa vedere la verità viene schifato.
Ma che importa.
Lei, Professore, ha salvato cuori.
Io oggi provo solo a salvare memoria.
Buon viaggio, Gaetano Azzolina.

Reti di Giustizia
Se n’è andato Gaetano Azzolina, uno dei più noti cardiochirughi italiani, talmente grande da esser paragonato a Barnard. E uno di quelli dal cuore d’oro, chiamato “il cardiochirurgo dei bambini. Ne salvò a centinaia nella sua lunghissima carriera, o per meglio dire missione.
Di lui non si è occupato nessuno, neanche i media, impegnati a scrivere di un boss mafioso e dei suoi covi, di un’amante e di un medico infedele. O di una Ferrari e di una Twingo.
È un abominio che la dice lunga sulla decadenza morale di questo paese e sulla scadentissima qualità della sua informazione.
Per questo, caro Professore, desidero ricordarla non con parole mie, ma con quelle – molto più illuminanti – di Renzo Bresci e Sabrina Talarico. Che spiegano in modo perfetto chi Lei è stato, e rimarrà.
“Due giorni fa è deceduto il collega raffigurato nella foto a destra, si chiamava Gaetano Azzolina, uno dei più bravi cardiochirurghi italiani.
All’inizio della mia professione mi capitò di visitare un bambino di pochi mesi che aveva avuto una brutta sintomatologia respiratoria. Dopo averlo visitato ne parlai con il prof Vichi che dirigeva la Radiologia al Meyer. “Portalo” mi disse. Mentre eseguiva l’rx torace ” guarda l’esofago del bambino, è compresso in questo punto qui, accanto all’arco aortico. Questo bambino ha un doppio arco aortico ( l’arco aortico è unico, nds ), telefona ad Azzolina a Massa”. Questo mi disse il prof Vichi. Con i familiari contattammo Azzolina. Questi confermo’ la diagnosi e dopo pochi giorni operò il bambino. Oggi il bambino è un adulto maturo e conduce una vita come tutti noi. Questi due colleghi, che conoscevo e bene, hanno concorso in modo determinante a rendere la Sanità italiana una delle primissime al mondo”.
“𝗚𝗮𝗲𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗔𝘇𝘇𝗼𝗹𝗶𝗻𝗮 non c’è più. L’ho saputo solo ora, a distanza di diversi giorni dalla sua scomparsa. Quasi nessuno ne ha parlato, poche notizie di stampa locale, e questo mi rammarica molto. Perché Azzolina é stato un grande cardiochirurgo, forse uno tra i più bravi d’Italia, insieme a 𝗣𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮𝗻 e pochi altri. Italiano di nascita (siciliano) e americano d’adozione, era il cardiochirurgo dei bambini. Quelli 𝗯𝗹𝘂 in particolare, affetti da tetralogia di Fallot. Ne ha operato e salvato migliaia e migliaia. Dopo aver lavorato negli Stati Uniti a fianco di 𝗗𝗲 𝗕𝗮𝗸𝗲𝘆 e 𝗖𝗼𝗼𝗹𝗲𝘆, leggende della cardiochirurgia toracica e vascolare (tra i primi ad effettuare trapianti di cuore dopo 𝗕𝗮𝗿𝗻𝗮𝗿𝗱), é rientrato in Italia. Per mia fortuna. Non finirò mai di ringraziare mio papà, che ha visto in lui il medico di cui fidarsi. Il mio cuore l’ha conosciuto e non potrò mai dimenticarlo. La sua bravura, semplicità, disponibilità, empatia. La sua energia, competenza e tenacia. Ha combattuto contro la burocrazia italiana e i baroni della medicina di quegli anni. É stato il primo in Italia ad intervenire sul cuore di un paziente per curare una malformazione genetica. Sapeva amare e curare i bambini. Sapeva farli sopravvivere e rivivere. A lui devo molto, la mia seconda vita. Addio Azzolina, il tuo 𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘁𝗼 𝗯𝗹𝘂 non ti dimenticherà. Hai salvato tanti cuori, mi sarebbe piaciuto salvare il tuo”.
Buon viaggio, e grazie ![]()
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