Uova di merlo in terrazzo o di colombo? – Cronaca semiseria di un’ordinaria meraviglia urbana
di Ciro Scognamiglio
Realtà di #FOTOGRAFIA – Vagabonda operatrice #MC2025aggregata alla squadra!
“Se sono uova di merlo, lasciale stare… dice che le cova di sera, prova a guardare.” Così, con la calma autorevole di chi ne sa, l’Avvocata Rosaria Briglia ci introduce alla scena: un piccolo miracolo di primavera, avvenuto sul nostro terrazzo. Un nido, silenzioso e mimetico, poggiato tra i vasi del rosmarino e del basilico. E dentro, piccole uova azzurre, promesse di vita.
Dal 1 maggio anche zia Adriana, sul suo balcone, ha accolto lo stesso privilegio. È una primavera che non bussa: entra. E depone.
Ore 12:25. Comunico l’operazione:
“OK, seguiamo la nascita.”
Con rigore scientifico e cuore largo, ho già ordinato su Amazon un’incubatrice – che non si sa mai – e preparo il katz, nel caso i piccoli nascano itterici.
Siamo pronti a tutto.
Allertata la LIPU Napoli, nella figura del sempre affidabile Fabio Procaccini.
Contattata la Protezione Civile.
I Vigili del Fuoco sono già in sede – per ora non intervengono, ma restano in ascolto.
E mentre la merla fa la sua parte con ostinazione materna, noi umani ci affanniamo a “stabilizzare la piazza con tentopoili”, come in una improbabile missione ONU sul terrazzo di casa. Che poi altro non è che poesia in tempo reale. Vita vera che si manifesta nel luogo più impensato.
C’è chi ha la guerra in giardino, e chi ha un nido.
C’è chi conta le bombe, e chi conta le uova.
C’è chi aspetta l’uomo del futuro, e chi accoglie il merlo del presente.
Shalom.
E buon volo, piccoli.

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