Guaglioni, questo significa poi…
— Guaglioni, questo significa poi interrogare… —
Lo disse senza alzare troppo la voce, ma bastò a zittire il vicolo. Era il professore Arturo, quello che passava col cappello di feltro e l’aria di chi ha letto troppo e camminato pure di più.
— Fare esami, capite? Rispondere a professori… ma non professori qualunque — aggiunse mentre si fermava davanti al barbiere — professori che hanno formato altri professori.
Nel vicolo si fece silenzio, ma mica per paura. Era quella sospensione d’anima che ti prende quando senti che sta per arrivare qualcosa di serio, qualcosa che riguarda anche te, pure se hai tredici anni e la scuola la guardi più dalla finestra che dai banchi.
— E allora che fate? Studiate? O state ancora là a perdere tempo a fare i fenomeni con il pallone sgonfio?
C’era sempre una risata, poi una risposta, poi una domanda che non sembrava più una lezione ma una storia da ascoltare. E da lì cominciavano i veri dialoghi dal vicolo…
Ciro Scognamiglio
ECCOCI – Dal nostro #Vicolo Decumano Minore
di Ciro Scognamiglio 21 aprile 2025
#Pasquetta, sole che picchia sulle pietre antiche del vicolo, voci giovani che si mescolano all’odore di salsicce e risate. La città è viva, viva come il cuore di un popolo che non conosce silenzio nemmeno davanti alla morte. I nostri osservatori, con le scarpe impolverate e gli occhi lucidi, sono tornati da Madonna dell’Arco, dove l…
Altro…
DOMANDA :
Raffaele Porta
Quale popolo e quale presidente?
55 min
RISPOSTA :
Ciro Scognamiglio
Raffaele Porta CARISSIMO COMPAGNO( che spezza il pane ) PROFESSORE ( che sa essere mentore) – non sono i nomi che contano, ma i volti che si piegano all’altezza dei piccoli, i piedi che camminano con chi ha fame, e le mani che non tremano nel servire.
Quali presidenti cercano il Popolo?
Quelli che non parlano al plurale maiestatis, ma dicono “io” solo per assumersi colpe e responsabilità.
Quelli che si inginocchiano non solo davanti alla bandiera, ma davanti a un letto d’ospedale, a un piatto vuoto, a una madre che ha perso tutto.
Quali papi cercano il Popolo?
Quelli che non pontificano, ma abitano le periferie, quelli che piangono ancora il Golgota nei barconi affondati, che abbracciano i figli dell’umanità anche se puzzano di sudore, di strada o di carcere.
Hai detto bene: “Hanno dato tanti nomi alla Speranza”, e oggi quel nome è quasi una bestemmia nei palazzi, un vezzo da calendario, un lusso che pochi possono permettersi. Ma la Speranza, quella vera, non è da ricchi né da santi, è da popolo affamato e poeta, come te e come me !
E sì, fratello, TVB anche io, perché in questo mondo che grida, le tue parole sanno sussurrare a chi ha ancora orecchie per ascoltare.
Al tavolo del #Circolo, quelle parole che mi rimbombano erano pane.
Erano “i segni di una fede” fatta di mani sporche, di sguardi lucidi, e di abbracci che valgono più di mille comizi.
#Forse – sì, forse – la pace che cerchiamo è già qui, in te che chiedi e in me, che scrivo, in noi che leggiamo, e in chi, pur non sapendo, sta cercando lo stesso cielo [ anche questa ricerca di umanizzare la scrittura, viene da un incipit forte di professori – che hanno saputo scegliere e essere mentori – mentori – allora un fisico oggi un biochimico – ma persone che sceglievano da soli e sapevano raccontare]-
QUALI ? Bella questa !
I “#paraustielli di popoli soli” sono le perle più preziose del nostro cammino.
E se quelli “alti” fanno ancora i “#piccerell”, allora tocca a noi educare i grandi all’umiltà dei piccoli.
Tuo, sempre a braccia aperte
Ciro
#Fuoritempo – gli esami non finiscono mai!


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