DAL VICOLO IL MONELLO CIRUZZO – L’angelo Francesco sarà fatto santo da una Chiesa che è ancora troppo clericalizzata!?

DAL VICOLO IL MONELLO CIRUZZO

Napoli 21 aprile 2025

Urlo struggente,(forse intriso di poesiaaaa della strada- diceva un autore di antica memori a- poesiaaaa) – l’uomo che parla a se stesso Nessuno e condivide ai suoi nessuno – o poetico e profetico. #ECCOVI : una NOSTRA lamentazione d’amore e un vangelo della strada per un Papa che ha camminato davvero con l’odore delle pecore e la fatica di chi, per servire, ha dovuto spezzarsi. Le tue parole vengono da un cuore che ha vissuto e amato, non solo creduto.

SIAMO strada – siamo viscerali e il messaggio, così come il dolore e la speranza che lo attraversanoe noi non vogliamo e possiamo essere altri … siamo nati cani sciolti.

PER CUI con un ritardo di ore all’annuncio al #mondo che non capiamo e non vogliamo capire!

Lettere dal Decumano Minore”, o da leggere in una piazza che piange ma non tace – si credo che la leggerò da artista nessuno di strada sotto l’obelisco di San Domenico Maggiore, e poi andrò a nascondermi al mio decumano minore! Sono timido!

7:35 – VESCOVO DI ROMA, PAPA FRANCESCO, È NATO IN CIELO

Ci ha insegnato a vivere con coraggio, come vero discepolo di Gesù.

Fatto Papa nel 2013, uomo della strada e della preghiera, rimase sconvolto da quella chiamata. La sua vita era legata al rigore che si imponeva da solo. Aveva paura, sì, di non riuscire a esprimere quell’autorevolezza che non si impone, ma si dimostra.

Eppure lo #fece. E nessuno, se non alcuni tra le pieghe delle istituzioni, si turbò.

Perché chi non ha mai capito — e ancora non capisce — cosa significhi essere Chiesa, non potrà mai comprendere cosa significhi vivere per servire e non servire per vivere.

Francesco l’ha dimostrato. Anche ieri, nel momento del suo trapasso, ha avuto la forza di salutare in fede il suo popolo in piazza.

17 dicembre 1936 – 21 aprile 2025

Nella Settimana dell’Angelo nasce in cielo Francesco — per essere angelo di annunciazione a noi, esuli figli di Eva, a noi ancora in cammino verso la luce.

L’angelo Francesco sarà fatto santo da una Chiesa che è ancora troppo clericalizzata, quella stessa che tanto dolore gli ha dato, proprio per aver posto — lui! — i fondamenti dell’uguaglianza e della fraternità.

Forse nei secoli una Chiesa di fraternità è esistita… ma di uguaglianza, mai.

Non con prelati che vivono da soli in 700 metri quadri.

Nel dolore, abbiamo perso un riferimento.

Noi, popolo di strada, abbiamo perso la luce.

Dimostrateci, al Conclave, che il segno del suo pensiero continua.

Noi, fratelli di una Chiesa altra, ma mai altra Chiesa: Comunità di base!

Francesco, primus inter paros, ha dato volto al Sinodo della Chiesa — e non solo dei vescovi.

Nessuna pace è possibile senza disarmo: né delle armi di ferro, né delle parole usate per possedere e dominare.

Papa Francesco, mio fratello e nostro, ci ha salutato.

È nato in cielo alle 7:35.

E noi, popolo, lo veniamo a sapere alle 10.

E su di lì si cominciava a scrivere i sepolcri, già pronti.

A pensar male fa male… ma a non pensare fa peggio.

Se questa dev’essere la nuova autorevolezza, noi ci sottraiamo.

Io scrivo perché ero già libero.

Lui, vescovo di Roma, mi ha dato coraggio.

Come suo discepolo, e lui discepolo del Maestro dei maestri: Gesù.

Sì, io — popolo e nessuno — oggi ho perso un riferimento.

Un fratello che mi aveva insegnato che si poteva ancora bussare a una porta.

Una porta che non fosse solo potere, ma presenza.

DIMOSTRATECI, DA DOMANI, CHE:

• NON siamo arroganti solo perché pensiamo liberamente.

• ANCHE il popolo conta.

• NON ci ripeterete ancora: Zitto tu, sei un monello e non conti nulla. Ci sono cose da oligarchi.

• NOI, sì, siamo anche depositari del nulla — e ne siamo coscienti.

• MA quel nulla è il seme del Regno, se lo si guarda con occhi aperti.

A chi si è infastidito perché parlo in terza persona, rispondo:

“So di sapere di non essere nessuno.” E con questo basta e avanza.

Shalom, Francesco.

Ti accolga nostro Padre nella sua grande casa.

Parla con i vescovi di un tempo: ricordagli quante cose brutte hanno fatto, e che tu le hai sapute dire al mondo, con dolce fermezza.

Che imparino, almeno ora, a chiedere perdono.

Noi, popolo, sapremo distinguere anche la loro fioca luce, se sarà sincera.

Ma il tuo faro da stadio non si spegne. Ci illuminerà.

Fuori tempo,

il più folle e lucido sostenitore del tuo fan club e della tua libertà,

CIRUZZO,

il tuo fratello del Decumano Minore,

quello dei popoli della fame.

#MONELLO – sempre FUORITEMPO!

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Risposta

  1. Avatar Salvatore Laino

    Certo, la Curia come gerarchia e MAI come Servizio non serve più in questo tempo. Di gerarchie ne abbiamo tante così come poteri occulti. l’uomo ha bisogno di altro e spero che il prossimo Conclave sia veloce e sopratutto illuminato dallo Spirito.

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