Simboli e sapori d’identità
#DinoiPLRi RagazzidiCS99 #17aprile2025
Non è solo un piatto: è una liturgia popolare.
A Napoli, il Giovedì Santo ha il profumo forte della zuppa di cozze, preparata con rito antico, tra olio piccante, freselle e il “cuore nero” del mare.
Fu re Ferdinando I a volerla, per non rinunciare al gusto anche in penitenza. Ma il popolo l’ha fatta sua, trasfigurando l’astinenza in festa di sapori.
In quella zuppa c’è fame e riscatto, fede e ironia, miseria e maestria. È il Vangelo secondo i vicoli: dove anche il dolore si fa saporito.
#FUORITEMPO – IL DOLORE SI FA SAPORITO!

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POPOLO e la Zuppa di Cozze al Giovedì Santo
Simboli e sapori d’identità
#DinoiPLRi RagazzidiCS99 #17aprile2025
Non è solo un piatto: è una liturgia popolare.
A Napoli, il Giovedì Santo ha il profumo forte della zuppa di cozze, preparata con rito antico, tra olio piccante, freselle e il “cuore nero” del mare.
Fu re Ferdinando I a volerla, per non rinunciare al gusto anche in penitenza. Ma il popolo l’ha fatta sua, trasfigurando l’astinenza in festa di sapori.
In quella zuppa c’è fame e riscatto, fede e ironia, miseria e maestria. È il Vangelo secondo i vicoli: dove anche il dolore si fa saporito.
#FUORITEMPO – IL DOLORE SI FA SAPORITO!

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Simboli e sapori d’identità
#DinoiPLRi RagazzidiCS99 #17aprile2025
Non è solo un piatto: è una liturgia popolare.
A Napoli, il Giovedì Santo ha il profumo forte della zuppa di cozze, preparata con rito antico, tra olio piccante, freselle e il “cuore nero” del mare.
Fu re Ferdinando I a volerla, per non rinunciare al gusto anche in penitenza. Ma il popolo l’ha fatta sua, trasfigurando l’astinenza in festa di sapori.
In quella zuppa c’è fame e riscatto, fede e ironia, miseria e maestria. È il Vangelo secondo i vicoli: dove anche il dolore si fa saporito.
#FUORITEMPO – IL DOLORE SI FA SAPORITO!

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