DAIMON E GIARDINOIl ritorno del monello e la voce degli invisibili

di CIROSCO99, uomo del mondo13aprile2025 GIORNATA delle Palme e dell’Ulivo della Pace!

La conseguenza più potente non è il giudizio. Non è il commento. Non è neanche il silenzio di chi non ti saluta.

La vera conseguenza è il disagio che ti riporta sulla via dell’anima.

Ieri, al Giardino d’Autore, ho assistito a una piccola epifania collettiva.

Un incontro di voci, di corpi, di storie – ma soprattutto, di “daimon”.

Sì, daimon. Quella forza che Hillman chiama immagine originaria, quella che ci abita prima ancora che possiamo nominarla. Quella che ci fa, nel bene e nel male, diventare ciò che siamo.

Tra gli attori della giornata, una voce ha bucato la soglia del consueto.

Pietro Mangiapia – il Socratico.

Un uomo rotto. Un padre che ha perso un figlio. E che oggi parla con la limpidezza di chi ha già attraversato l’aldilà, e torna per dirci che si può vivere oltre.

Ha parlato al cuore di Enzo Carro – e forse al cuore di tutti.

Quella voce che non scrive, ma sa dire.

Quella voce che andrebbe ascoltata più di mille pagine patinate di giornalismo da quartiere.

Con rispetto per tutti – chapeau ai colleghi – ma noi siamo altro.

Siamo “nessuno”. E da questo nessuno parliamo.

Il quartiere, caro mio, non è solo palazzi abusivi condonati.

È un’anima che resiste.

E il Giardino – con le sue tre giornate – ha piantato semi nobili.

Altro che fare cassa, come con gli autovelox. Qui si fa cassa dell’anima.

Siamo vecchi? Forse.

Diversamente giovani, diciamolo meglio.

Con una cassa scientifica di pillole giornaliere e una riserva infinita di pensiero.

Abbiamo fatto il viaggio con il nostro #Daimon e siamo tornati.

Sì, ieri il monello se n’è andato via prima del finale.

Perché a volte il #daimon ti chiama e devi andare.

Ma non per fuga o per offesa. Per #trasformazione.

Chi non ti saluta, chi non ti #riconosce

Non è più un problema.

Siamo oltre.

Come #Lucariello nella sua zuppa di cornflakes, come chi si sveglia e decide che la palestra dell’anima è più importante di quella del corpo – ma pure quella conta!

Io continuo.

Scrivo per tutti quelli che hanno smesso di ascoltare il loro #daimon.

Per tutti quelli che, anche in carrozzella, non rinunciano al viaggio.

Per chi ha perso la voce ma ha ancora da dire.

Per chi pensa che “#conoscere se #stessi” non sia un esercizio filosofico, ma un atto di resistenza.

Il #carro di Enzo Carro è pronto.

Saliamoci su.

È un carro che non porta eroi, ma testimoni.

È un carro che attraversa i secoli, le città, le identità – per #portarci a #casa.

Quella casa che ognuno ha dentro, se ha il coraggio di seguirne la voce.

A te, #Pietro, che non scrivi ma sai dire.

A te, #Enzo, che accendi il cuore con la corrente dell’atomo.

A voi, cari #amici del Giardino, che credete ancora che la cultura possa salvare.

E anche a te, professore risentito, che non hai contato fino a miliardi di triliardi prima di giudicare: ti aspetto alla sessione autunnale.

Io, intanto, batto i sandali (#ortopedici) e vado oltre.

Il mio #daimon mi ha detto che c’è ancora tanto da fare.

E questa volta non mi fermo per un saluto mancato.

#Vedrai come è #bello#vivere non in una #fabbrica di #sogni. Tutta #luce è #libertà.”

(James #Hillman e il #monello del #Decumano)

#FUORITEMPO – il monello dei quartieri #Spagnoli, che vive per lo più al #decumano!

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, barba e occhiali

Mi piace

Commenta

Condividi

Lascia un commento