A testa di penus nobili – riflessioni da un sapiens perplesso
Di Ciro Scognamiglio ( che conoscete – bene non sta – dice ! e forse confermano molti!)
#11aprile2025addCeIromaniEgreciEfeniciEegizziEtutteLEdicasiCIVILTAprecedentiforse!
Oggi parliamo del risveglio del mondo civico, ove esistesse.
Barca: un vero intellettuale di sinistra, con idee plausibili e scelte concrete che cambierebbero il paradigma mondiale. Intervista esaustiva su Fanpage – che possiamo considerare giovane giornalismo emergente, capace di essere democratico e di capire che le responsabilità non vanno mai ascritte a una sola parte dello schieramento del pensiero umano.
Lo stesso pensiero, anche degli uomini di sinistra, è costellato da un neoliberismo sfascista.
E il fascismo… è qualcosa che ha colto nel DNA umano. Forse dentro il maschio mondiale — e dico maschio, lo separo dalla femmina — che ha una concezione e connessione antropologica ancora correlata alla Caverna Platoniana.
Il “penuto” esce, ma combatte la catena alimentare.
Si combatte, non si condivide.
A Itaca deve tornare Ulisse, non Ulissa.
Enea e Anchise, non una Enea femmina.
Siamo correlati da una antropogenesi maschilista:
le botte al vicolo sono maschie, le tirature di capelli, le donne boxeur, le calciatrici, pur avendo fatto il femminismo…abbiamo ancora femminicidio a gogo!
Restiamo una classe di sapiens “cazzuti” solo per un’escrescenza esterna.
Convinti che il gioco si faccia coi cabasisi e una protuberanza appoggiata su di essi.
Come dicono al vicolo: “Tu ragioni a cazzo!”
Forse è questo il pensiero che ci hanno indotto:
vestirci da sceriffi, con fontine e speroni alle scarpe pur senza cavallo — bastava una scopa.
E poi dimentichiamo tutto.
Dimentichiamo che quattro ladri, o esaltati, dal vecchio continente, conquistarono l’America creando colonialismo e distruzione dei nativi.
Riflettiamo: oggi si è saputo che uno stronzo — sì, stronzo —
su un gommone è arrivato sull’ultima isola dell’oceano abitata da nativi unici, lasciando una noce di cocco e una lattina di Coca-Cola.
E DOBBIAMO pure considerarci a posto?
Ringrazio chi mi ha dato la dritta di ascoltare l’intervista a Barca su Fanpage.
Un caro professore, che stimo e che scelte ne ha dimostrate.
Sì ragazzi, si è autorevoli nel fare, e nel farsi percepire.
Ragazzi, purtroppo siamo ancora lì.
Chi non ha sbagliato, lanci il suo sanpietrino alla peccatrice, dicasi.
Pare che quel “Lui” fosse Jesus, figlio di Maria,
e con un padre putativo — e pare che allora la putatività si capisse.
Oggi invece facciamo tante sofistecherie genter,
per non riconoscere ciò che è sempre esistito.
Solo che oggi conosciamo di più.
Abbiamo consapevolezze che ci fanno riconoscere Monte Vergine e i transgender e le loro preghiere alla Vergine della Montagna.
A Napoli li chiamano femminielli.
Un popolo di umani da amare.
Perché hanno un cuore pulito,
una genetica che li ha voluti transgender.
E vi affermo: hanno più CUORE di molti
che si dicono allineati alla propria specie,
con una sessualità concepita M o F,
come nei quadratini dei moduli negli uffici.
Quando scriveremo M – F – G,
forse riusciremo a percepire ciò che afferma Barca:
che le colpe vanno individualizzate.
Lo scrivente — colpito da un compagno in barca miliardaria —
è ancora un fanciullino di allora.
Chi ha benessere da fottere, dovrebbe condividerlo,
non vedersene bene da solo.
Qualcuno mi risponde:
“Perché non hai nulla… ti vorrei vedere se fossi trilardario.”
E guardate, mi sono guardato allo specchio:
non potrei essere mai
né un Asperger funzionale,
né un venditore di case come un mericano,
né un falso che si ricorda Mao,
che forse scriveva il libretto rosso e si comportava da merda.
Oggi, a questa età, non credo nemmeno più alle mie ombre,
che amo fotografare,
né alla mia chirilità.
Credo che siamo la peggiore specie di sapiens.
Forse in me è rimasto un homo Australopithecus,
o forse un terzo: Ardipithecus ci fenotipico rincoglionites,
per cui non ho avuto linea evolutiva
e ragiono ancora a testa di penus nobili.
Buon fine settimana.
Scusate se sono ritornato,
avevo promesso di parlare solo di sport.
Ma è più forte di me:
‘Aggià parlà!
#Fuoritempo -‘Aggià parlà!
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