DICASI ASCOLTO ATTIVO
Intervento a margine del convegno su Disabilità, Bradisismo e Rischio Vulcanico
di CIRO SCOGNAMIGLIO Giornalista e Responsabile CRPD-OP
Grazie, #avvocatessa!
Grazie a #Mariagrazia#Siciliano, presidente dell’associazione #Liberass#APS, realtà che opera nel territorio flegreo accanto ai cittadini, offrendo soluzioni concrete ai problemi legali, tecnici e burocratici quotidiani. Un’associazione che crede nei valori della partecipazione attiva, dell’inclusione sociale, culturale e turistica.
Un ringraziamento anche al prof. dott. #Claudio#Roberti, sociologo, direttore scientifico del Comitato CRPD–OP, nonché coordinatore nazionale ASI per le tematiche sulla disabilità. Con lui, il prof. ing. Alessandro Pepino, esperto di ingegneria applicata alla salute, presenza fondamentale per la lettura tecnica e umana del rischio in un contesto fragile.
Il paradigma di oggi è chiaro:
Viviamo in uno Stato dove, troppo spesso, il diritto resta lettera morta.
Non basta ricordare, se dimentichiamo i corpi fragili, quelli che non camminano, o lo fanno con fatica, che cadono più spesso. Non basta parlare di equità, se non ascoltiamo, se non lasciamo spazio, se non restituiamo dignità a chi porta, ogni giorno, il peso di un’esclusione invisibile.
Abbiamo prodotto leggi importanti:
• la Legge Falcucci (n.507);
• la Legge 104 del 1992, con il contributo prezioso del prof. Nocera;
• la Convenzione ONU del 2006 per i diritti delle persone con disabilità.
Eppure… quanto di tutto questo è davvero applicato?
Le persone con disabilità non sono da assistere, ma da rispettare.
Non bastano le carte: serve un ascolto attivo.
Di fronte alla calamità (che sia bradisismo, vulcano, o terremoto), serve una pianificazione inclusiva. L’ha ricordato bene il prof. Pepino: “Il rischio non si annuncia, si previene.”
E la prevenzione, se non tiene conto della disabilità, non è civile, non è giusta, non è umana.
Il contributo di oggi è stato corale. Persino l’Istituto Alberghiero “Elena di Savoia” di Napoli ha voluto partecipare con le creazioni gastronomiche dei suoi giovani allievi: un piccolo gesto concreto, di speranza e formazione.
Anche il confronto acceso tra esponenti della Protezione Civile e attivisti, tra cui Valentina BriBre, ha sottolineato quanto sia urgente andare oltre le parole. A Monterusciello, un funzionario disse:
“Contiamo i morti.”
Parole che pesano.
Parole che fanno male.
Ma anche parole che devono svegliare.
Ascoltate Claudio Roberti, ascoltate chi conosce il dolore, chi ha studiato e chi ha vissuto la fragilità.
Non possiamo più dire “non sapevamo”.
Non possiamo più rimandare.
I diritti o sono di tutti, o non sono diritti.
Anche per i bambini autistici, che non puoi “comandare”, ma solo accompagnare con servizi degni di questo nome.
Perché se arriva un’eruzione, o un terremoto, la tragedia rischia di essere doppia per chi è già lasciato solo nella vita quotidiana.
Il Giappone previene. Altri Paesi prevengono.
Noi?
Siamo pronti solo a contare? O a cambiare?
Il tempo forse non è più il mio, ma è il vostro.
#Ascoltate. #Agite. #Costruiamo#civiltà.
#FUORITEMPO – del fare – forse ci rimane ascoltare?
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