di CIROSCO99 – per Lontani, la traversata blog
Un manifesto, un grido di ribellione!
Un’analisi – forse – con una chiave di lettura possibile al mio essere in ricerca sulla strada!
Continuo a camminare per la città, a girare per le strade.
Continuo a porre la stessa domanda ai giovani:
“Sei ritornato a Napoli?”
E subito rilancio, provocando:
“Forse ti è chiaro restare qui?”
La risposta arriva. È pertinente.
Ma va ascoltata con due orecchie: una alla cattedra di antropologia, l’altra alla cattedra della vita.
“Voi!” – rispondono.
Un voi un po’ generico, quinta persona del verbo essere.
Eppure, se si ascolta bene, ci si accorge che quel “voi” è solo il velo:
in realtà si rivolgono al “tu”, al singolare, con forza.
“Caro professore, dicasi:
tu devi leggere il paradigma del nostro mondo.”
“Io ero a Miami, mio fratello a Ibiza.
Lì si lavorava da professionisti, ma in modo diverso.
Lì la persona umana esiste, e non vive solo per la fatica del lavoro.”
Capisco, caro professore, se tuo figlio ti dice:
“Non bisogna lavorare: solo le passioni ti portano a vivere.”
Ha ragione.
Ritorna allora quel “Voi”:
“Voi avete vissuto per lavorare.”
E lo dimostrate anche oggi, in pensione.
La vostra passione – quella di giornalista, anche libero, anche senza contratto –
vi fa vivere una ricerca affannosa di cambiamento.
Un cambiamento che non si verifica, almeno ai vostri occhi e al vostro cuore.
E voi non vi arrendete.
Ma per noi giovani, questa passione è diventata fatica.
Se devo governare l’azienda trattoria, devono cambiare i paradigmi del lavoro.
E così, dopo questo scambio, sento il bisogno di fermarmi.
Di dire – forse con un sorriso amaro – che avrei bisogno di essere ricoverato in RSA.
Adele, e Maria a modo suo, comprendono la mia solitudine.
E poi mi osservo – da fuori e da dentro – mentre cammino nel Decumano Minore.
So che, al ritorno, attraverserò San Gregorio Armeno.
Tra le botteghe dei presepi…
Mi diranno che la vita è un presepio.
Mi diranno che noi, diversamente giovani, abbiamo un passato e una vita altra.
Una vita difficilmente mutabile – per loro.
E guardando in quell’angolo, in quella bottega…
di domenica, aperti solo in due – due “giovani diversamente giovani”.
Mentre le botteghe degli artisti acclamati, tutte, sono chiuse.
In quei due volti – miei fratelli, forse anche un poco genitori –
ci siamo scambiati un bacio da lontano.
Le abbiamo raccontate tutte.
Le premesse di quel mondo, e di questo.
Il futuro? Non sappiamo quale possa essere.
Noi vogliamo – per il momento – solo la Pace.
#FUORITEMPO – LA PACE?


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