ALTARE PROVVISORIO – PULPITO URBANO – PARETE SCROSTATA
Veità? Ce ne sono, eccome. Ma non vogliamo leggerle. Né conoscerle.
ECCOCI: il muralismo ritorna – come nel dopoguerra, dentro una nuova guerra.
Eccoti servito, uomo Curuzzo: le tue analisi, archiviate nel cuore del sistema.
Ieri ragazzo, oggi “diversamente giovane” – ma resti fanciullino.
E continui a urlare.
Ecco cosa vuol dire oggi Giornalista di strada:
giornalaio, giornalista, Munchiano.
Il vecchio ragazzo che urlava – e ancora grida: PACE, non guerre.
Ma attenzione: i pazzi non sono solo nei cieli.
Sono anche qui, tra le nostre piazze dell’urlato.
Chi non ha mai sbagliato, lanci il suo primo sanpietrino.
Il mio? Ferma il balcone dello studio vista oceano.
Oceano? Pianura.
Un mare di case abusive, costruite per disperati,
che hanno dato dignità a pazzi come noi.
Generazione di sapiens senza casa.
Eppure ancora in piedi.
“dazinostri” è la nostra rassegna muraria:
un altare provvisorio,
un pulpito urbano,
una parete scrostata dove affiggere verità che nessuno vuole più leggere.

Mi dicono più FUORITEMPO -del TEMPO !
n. b. coraggio di credere, di sognare e poi di ricredersi può permettersi. Il mio è una scheggia di verità: amara, lucida, affilata.
Guaglioni – toccato un nervo scoperto con quella frase:
“Anche i dicasi compagni poi al momento giusto si fecero una casa con la loro raccomandazione per il posto fisso.”
E intanto i “cani sciolti” — quelli che credevano davvero, senza paracadute — si sono portati dietro altri cani, più sciolti, più ammaccati, più veri.
Lo sapete bene: l’utopia si paga, la coerenza si paga.
E oggi il “ritorno di fuffa e #fuffosità” ha solo nuovi slogan, ma lo stesso odore di plastica vecchia.
Mi piace questo saluto finale che non è né rassegnazione né chiusura:
Shalom.
CIRUZZOace
Commenta
Condividi
Lascia un commento