Di Ciro Scognamiglio – si quel lucido – folle… fanciullino!

Che cos’è la speranza?

Incorniciare di verde una #fotografia#vagabonda di un “diversamente giovane” è come dare colore alla memoria di chi ha percorso la strada della vita con passi lenti ma sicuri. È un gesto che racconta la solitudine di una memoria che si sforza di parlare a un presente assente di speranza, ma che improvvisamente si accende in un sorriso al ricevere un fiore. Un fiore che è promessa, attesa, fiducia nel vicolo, nel rione, nella città. Gli obiettivi sono lunghi e lontani, ma il verde della cornice e quei fiori raccontano tutto: la speranza non muore.

Teresa sorride.

Nel suo sorriso c’è la speranza del cambiamento, della promessa fatta a se stessa di vivere per servire e non servire per vivere. La sua missione è radicata nel territorio, al servizio di una segreteria tecnica per l’onorevole fratello e amico Sergio Costa, Vice Presidente della Camera e Generale dei Carabinieri, sempre al servizio del popolo. Teresa non si è mai distaccata dai suoi discenti, e chi ha tentato di separarla da loro ha provato ad abbattere il suo cuore. Ma il cuore di Teresa permane, saldo, in servizio per i suoi ragazzi e anche per noi, ieri presenti, in cerca di una speranza comune. Una speranza che nasce dall’ascolto, dalla fratellanza di storia e memoria, e dal sogno di costruire un domani per i giovani, per i giovani, per i giovani.

Sì, ho detto #giovani.

I mentori antichi devono essere la nuova leva per aprire “la porta”. Aprire il mondo ai giovani. E questa fotografia, con questi fiori donati da uno di noi, racconta proprio questo: il gesto di galanteria e rispetto, il primo incontro che diventa seme di un cammino. Una fondazione di donne e uomini che si vogliono #reincontrare per ricordarsi che il mondo non è solo guerra, ma fratellanza.

Da questo gruppo di noi partirà una delegazione del Movimento per la Striscia di Gaza, per portare solidarietà, per essere vicini alla lotta di pace e liberazione da oppressive bandiere che vedono morire bambini, bambine, donne di speranza e uomini consacrati all’odio.

Noi ci crediamo. Non per essere demoni in risposta all’odio, ma portatori di un’altra speranza. E quei fiori a Teresa sono come fiori nei cannoni, il nostro messaggio di umanità.

Noi ci crediamo. Non solo perché uomini e donne, ma perché il cuore lo riempiamo di un sangue verde, non solo rosso: il verde della vita e della naturalezza.

Grazie, Teresa. Grazie, ragazzi. Grazie, diversamente giovani.

Il diversamente giovane professore, sempre più uomo di speranza e di servizio, ci sarà, in base alle sue forze umane. E, se potrà, si aggregherà alla delegazione per Gaza.

Se la moglie e i figli glielo permetteranno. O gli sequestreranno le scarpe.

Ho detto tutto.

È ora di dire grazie.

Grazie a voi due, in questo scatto simbolo della nostra fede, speranza e servizio.

#FUORITEMPO – Shalom.

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