#99NOIconUNvecchioFOLLElucidoPLR!
Un vento che garrisce un drappo #DIEGO#VIVE e un 17 che era la sua maglia appeso al Nitti Di Viale Kennedy la sua scuola.
Il vento scuote quel drappo bianco, facendolo vibrare come un’eco lontana di qualcosa che non dovrebbe mai accadere. DIEGO VIVE urla il tessuto sfilacciato, e sotto, il numero 17, il suo numero, appeso come un testimone silenzioso ai cancelli del Nitti di Viale Kennedy, la sua scuola. Un messaggio che si scontra con la realtà, perché Diego non c’è più, eppure resta.
I giovani vivono un dolore che noi, vecchi osservatori della strada, possiamo solo sfiorare con lo sguardo. Lo vediamo riflesso nelle loro posture tese, negli sguardi bassi, nelle scarpe sporche di campi sintetici e sogni interrotti. Lo sport è un’illusione di continuità, un luogo dove il sacrificio viene premiato e la fatica diventa futuro. Ma non sempre.
E allora ci chiediamo, con la disillusione di chi ha visto troppe storie spezzarsi: chi li spinge avanti, questi ragazzi? Cosa cercano, o meglio, cosa gli viene chiesto di cercare? Alcuni hanno famiglie pronte a esaltarli, a proiettarli in un futuro che sembra già scritto, altri invece camminano in silenzio, senza fanfare, portando il peso di valori che li rendono agnelli nel mondo dei lupi.
Il vecchio cronista osserva quel drappo bianco e si lascia interrogare. Diego aveva 14 anni. Giocava a calcio. E ora è un’assenza che pesa.
Il Vecchio dicasi cronista si lascia interrogare da quel drappo bianco.
La tragica scomparsa di Diego De Vivo, giovane calciatore di 14 anni.
Questo drammatico evento ha riacceso il dibattito sull’importanza dei controlli medici per gli atleti, in particolare per i giovani che praticano sport a livello agonistico.
Responsabilità e “casualità cartesiana”
Possiamo analizzare la questione sotto due aspetti:
1. La responsabilità medico-sportiva
o Ogni giovane atleta dovrebbe essere sottoposto a visite mediche accurate, non solo nei controlli di routine, ma con un’attenzione specifica per chi mostra capacità eccezionali.
o Una promessa dello sport dovrebbe essere seguita con maggiore rigore, perché spesso l’intensità degli allenamenti e delle competizioni può mettere a dura prova il fisico, anche in modo imprevisto.
o C’è stata negligenza? Sono state fatte tutte le valutazioni cardiologiche necessarie?
2. La “casualità cartesiana”
o Cartesio separava mente e corpo, ma questa separazione può essere un’illusione pericolosa nello sport, dove la percezione del talento può portare a trascurare la realtà fisica dell’atleta.
o Se consideriamo la crescita di un giovane talento come un semplice percorso lineare, senza variabili o rischi, allora cadiamo in una “casualità cartesiana”: ovvero un processo deterministico in cui non valutiamo il corpo come un organismo complesso e fragile.
o Il rischio è che si dia per scontato che un giovane promettente debba arrivare in alto, senza porsi domande sulla sua reale idoneità fisica.
Il dramma di questo giovane era evitabile? Se nessuno ha approfondito il suo stato di salute, allora c’è stata una leggerezza imperdonabile. Questo evento dovrebbe riaccendere il dibattito sulla necessità di controlli più approfonditi per gli atleti emergenti. Non basta dire “era una promessa” se non ci si assicura che il suo corpo fosse in grado di sostenere quel percorso.
TRAGEDIA per la famiglia e tragedia per chi vuole capire di più chi siamo!
La tragica scomparsa di Diego De Vivo, giovane calciatore di 14 anni, ha scosso profondamente la comunità sportiva di Napoli e oltre. Diego, attaccante della scuola calcio Cantera Napoli, si è accasciato a terra durante il riscaldamento prima di un allenamento nella serata di mercoledì 26 marzo 2025. Nonostante l’intervento immediato dei soccorsi, purtroppo non c’è stato nulla da fare.
La Cantera Napoli ha espresso il proprio dolore attraverso i social media, dichiarando: “Distrutti dal dolore per la tragica scomparsa del nostro Diego De Vivo. Riposa in pace, campione!”
DOMANDA???? Non più del giornalista del nonno!
Questo #drammatico evento ha riacceso il dibattito sull’importanza dei controlli medici per gli atleti, in particolare per i giovani che praticano sport a livello agonistico. Secondo alcune fonti, Diego aveva recentemente sostenuto provini con club di Serie A come Juventus e Genoa, dimostrando il suo talento e le sue ambizioni nel mondo del calcio ( fonti della profonda o superficiale rete?)
La #Procura di Napoli ha disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso e verificare eventuali responsabilità legate ai controlli medici effettuati. Questo episodio solleva interrogativi sulla necessità di monitorare attentamente la salute dei giovani atleti e sull’adeguatezza delle visite mediche sportive, al fine di prevenire tragedie simili in futuro.
Sto chiudendo un capitolo importante della mia vita da giornalista e da nonno di due giovani atleti. Mi ritrovo “#fuoritempo”, ma la strada è ancora lì, pronta a farmi domande. Scelgo di vivere il mio essere nonno con consapevolezza, osservando i miei nipoti crescere, impegnati e pieni di energia. E mentre li guardo correre verso il futuro, mi chiedo: il libro della vita è davvero nelle nostre mani, o possiamo solo sfogliarlo, senza sapere sempre come andrà a finire?
“Quel drappo bianco, stamattina, mi ha chiuso il cuore. Sono rimasto lì, un nonno tra tanti, in attesa di un giovane che uscisse da quella scuola.”
“#fuoritempo” ma la strada è ancora lì …”!



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