Dai Mondiali del 1970 alla finale del 1982, fino all’indimenticabile semifinale di Dortmund nel 2006, Italia-Germania non è mai una partita banale. Anche questa volta il campo ha parlato, ma le polemiche arbitrali lasciano aperte domande su un equilibrio che va oltre il calcio.

La Germania doveva vincere a tutti i costi? La moviola ha mostrato episodi controversi che pesano sull’esito della gara, riaccendendo il dibattito su quanto il calcio sia davvero “solo un gioco” o uno specchio della politica e delle dinamiche di potere europee.

Una partita politica a carattere europeo: la Germania non doveva soccombere?

Il mondo e l’Europa si costruiscono anche sul campo da calcio? La sfida tra Germania e Italia non è mai solo una partita, ma un confronto che si carica di significati storici, politici e culturali. L’incontro più recente tra le due nazionali non ha fatto eccezione, con episodi arbitrali che hanno acceso polemiche e acceso il dibattito su possibili condizionamenti nelle decisioni.

Germania-Italia: i casi da moviola

La partita è stata caratterizzata da diversi episodi dubbi:

• 21′: Gatti ferma Musiala e riceve il primo cartellino giallo del match. Subito dopo, ammonizione per Stiller per un pestone su Tonali.

• 29′: fallo di Buongiorno su Kleindienst in area con trattenuta e pestone sulla gamba sinistra. L’arbitro Marciniak assegna il rigore senza esitazioni.

• 36′: raddoppio tedesco con un’azione rapida su calcio d’angolo battuto velocemente da Kimmich per Musiala, che segna a porta vuota. Proteste italiane, ma nessun fuorigioco: sui calci d’angolo la regola non prevede offside.

• 45′: Kleindienst di testa porta la Germania sul 3-0. Il pallone supera completamente la linea e la goal-line technology lo conferma.

• 66′: Politano mette in mezzo, la deviazione di Schlotterbeck fa gridare al tocco di mano, ma il VAR conferma che il difensore ha colpito con lo stomaco.

• 75′: episodio chiave. Raspadori serve Di Lorenzo in area, Schlotterbeck interviene in scivolata toccando il pallone ma anche colpendo il giocatore azzurro. Marciniak assegna il rigore, ma viene richiamato dal VAR e inspiegabilmente lo revoca.

• 79′: ammonizioni per Kleindienst e Bastoni in un clima di crescente tensione.

• 94′: altro episodio decisivo. Mittelstadt intercetta un cross di Zaccagni con il braccio in area. Il VAR richiama Marciniak, che questa volta conferma il rigore per l’Italia. Dopo il recupero, il match termina 3-3.

Le analisi arbitrali

Secondo Luca Marelli, opinionista arbitrale di DAZN, il rigore negato all’Italia resta un mistero: “Marciniak aveva visto il contatto in campo e lo aveva giudicato falloso. Non c’era un errore evidente da giustificare l’intervento del VAR. Di Lorenzo viene colpito e la decisione di revocare il rigore non trova giustificazione nel regolamento”.

Anche l’ex arbitro Calvarese conferma i dubbi su questa decisione: “Il contatto tra Schlotterbeck e Di Lorenzo era al limite, ma non si capisce il richiamo al VAR. Decisione difficile da accettare”. Al contrario, il rigore concesso all’Italia nel recupero per il fallo di mano di Mittelstadt viene considerato “inappuntabile”.

FUORITEMPO – pensare male è da stupidi – non farlo è da stolti!

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2Salvatore Fontanella e Sergio Dell’Aquila

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