Storia di una foto e di una cena che 90 anni fa cambiarono per sempre la scienza

FOTOGRAFIA VAGABONDA

Di Ciro Scognamiglio – 21 marzo 2025

Inizio del nuovo millennio. L’equinozio di primavera ha fatto capolino il 21 marzo solo due volte: nel 2003 e nel 2007. E tornerà a farlo #NEL2102 e ve ne parlerò in quella fase. #Ora, ragazzi, se la prendiamo alla larga e ci mettiamo nella linea del TEMPO 2025, possiamo contarci tutte le primavere che vogliamo. Eppure, in questa danza ciclica della natura, c’è una primavera che non smette di avere un peso specifico nella scienza.

Stanotte, tra un sogno e un salto quantico, mi sono ritrovato nel 1927. Correva l’anno di una cena che ha cambiato la storia della fisica, e guarda un po’, a tavola c’erano proprio loro: Einstein, Curie, Planck, Heisenberg, Dirac e tutta la cricca della meccanica quantistica. Io, piombato lì per caso, ho deciso di approfittarne per un confronto diretto.

Seduti intorno a un tavolo più pericoloso di una conferenza di pace, i luminari discutevano con il fervore di chi sta per riscrivere le regole dell’universo. A un certo punto, Einstein scuote la testa: “Dio non gioca a dadi con l’universo!”, mentre Bohr, con l’aria di chi ha appena ribaltato un dogma, ribatte: “Albert, smettila di dire a Dio cosa deve fare!”. Tra un bicchiere di vino e un teorema, la scienza si stava sgretolando e riformando sotto il peso delle idee più audaci del secolo.

E io? Io me ne stavo lì, tra un boccone e una battuta, a chiedermi: ma se oggi una foto immortala il presente e lo trasforma in memoria, quella fotografia del congresso Solvay 1927 ha fatto ben altro. Ha congelato il momento in cui la scienza ha preso una curva a gomito, abbandonando la strada sicura del determinismo per infilarsi nei vicoli bui dell’indeterminazione.

Ma, badate bene, qui non si parla solo di fisica. Perché ogni volta che qualcuno dice che la storia la fanno gli uomini e non le immagini, ecco che una fotografia – quella fotografia – ci ricorda che esistono momenti in cui una cena, uno scatto e una discussione possono cambiare il corso della civiltà. E se ci pensate bene, questo vale anche per la politica. Perché la scienza, signori, non vive nel vuoto. E la storia, quella vera, si scrive anche nei dettagli che nessuno aveva previsto.

Oggi alla storia, quella vera, quella dei valori e della ricerca per l’umanità. Noi che abbiamo studiato la libertà della scienza alle loro fonti, nei loro testi, che nelle nostre biblioteche si aprono da soli e ci raccontano, nella penombra e con la musica, di non dimenticare. Siamo qui. Ciro, non gridare! Maestro Albert! Maestra Marie! Ma che sta succedendo oggi, 21 marzo 2025? Dicasi inizio di una primavera nuova.

Dallo scimpanzé e bonobo, dall’Hominio africano di 5-6 milioni di anni fa e poi lui, fratello Australopithecus, 2,3-2,4 milioni di anni fa. Poi Homo erectus, Homo ergaster, e poi la fase OUT OF AFRICA, 1,8 e 1,3 milioni di anni fa. E noi, moderni, venenti dall’Africa, e gli stronzi politici che non sanno un cazzo e dicono che li dobbiamo uccidere affogati. Quello stronzo del suo antenato lasciò l’Africa due milioni di anni fa per rompere i #cabasisi dicendo che lui non è africano, non è nero. Lui va a #Pontida con l’altro rincoglionito, e noi stronzi in silenzio nel vicolo. Lui è convinto di essere Homo #habilis, io sono Homo #zoppis e non mi faccio sopprimere da un Salvini o un fascista o un mercenario pagato.

Lotta pari la mia. #Shalom è libertà, non essere oppresso. #CIRUZZO, è notte, non gridare! Vedi, Raffaele Neanderthalenis, da 30.000 anni fa, ha detto al fratello Sapiens: “Vai tu avanti, perché questi non stanno bene”. E si copriva la bocca, aveva preso una #clavata sui denti e si ritirò. Ma poi #Ciruzzo capì che erano come lui, una banda di profughi. Lo vedeva, c’erano fosse dei fratelli Neandertaliani e fosse già dei cretini Sapiens. Umanità, non è cambiato nulla.

E le menti brillanti?

Dove sono queste menti per far percepire il fallimento di oggi? Il disinteresse nel capire che la loro scienza non doveva essere altro che servizio all’uomo e all’umanità? Albert Einstein, interpellato dai giovani, rispondeva sempre a chi gli chiedeva come sarebbe stata la Terza Guerra Mondiale: “Non lo so. Ma la Quarta sarà combattuta con #clave“.

Un aforisma che proviene dal Secolo Breve e che, fino al 1960, non abbiamo visto che disastri. E poi guerre fredde e calde, quattro forsennati al mondo che hanno potuto dimenticare questa #FOTOGRAFIA#VAGABONDA, quel pomeriggio del 29 ottobre 1927. Ventinove persone, una sola donna, #Marie#Curie. Diciassette di loro sarebbero diventati Premi Nobel per la Fisica e la Chimica. Da Max Planck a Albert Einstein, passando per Marie Curie. Nel 1927, ventinove delle menti più brillanti del mondo si riunirono a Bruxelles per il Quinto Congresso Solvay, una serie di conferenze scientifiche dedicate ai grandi problemi della fisica e della chimica.

ECCOLI, TUTTI ELENCATI COME L’APPELLO IN #CLASSE:

Auguste Piccard, Émile Henriot, Paul Ehrenfest, Édouard Herzen, Théophile de Donder, Erwin Schrödinger, Jules-Émile Verschaffelt, Wolfgang Pauli, Werner Heisenberg, Ralph Howard Fowler, Léon Brillouin, Peter Debye, Martin Knudsen, William Lawrence Bragg, Hendrik Anthony Kramers, Paul Dirac, Arthur Compton, Louis de Broglie, Max Born, Niels Bohr, Irving Langmuir, Max Planck, Marie Skłodowska Curie, Hendrik Lorentz, Albert Einstein, Paul Langevin, Charles-Eugène Guye, Charles Thomson Rees Wilson, Owen Willans Richardson.

#Ciruzzo, vattene in palestra da lunedì!

#Ciruzzo, vedi che starai bene con la pancia! Esci, altrimenti vai al manicomio e non trovi più il tuo compagno Sergio Piro che ti voleva bene da biofisico #sciambrato!

Ci vediamo lunedì?

Azz, pure l’Italia ha perso. Siamo proprio nella #chiavica!

Ciruzzo, hai una testa fuori controllo. Dicasi di #cacca!

#Fuotitempo – TESTA DI CACCA!

Mi piace

Commenta

Invia

Condividi

Lascia un commento