La Piazza della Pace: memoria, conflitti e futuro

Di Ciro Scognamiglio 17marzo2025 (anche noi sappiamo scrivere da “#NESSUNO “editoriali!

La #Piazza della Pace oggi vive di silenzi e memorie, ma cosa significa davvero questa pace? È il risultato di un’assenza, di una sinistra priva di destra o di una guerra combattuta su entrambi i fronti? E cosa vuol dire oggi riarmo? Non possiamo ignorare le ombre che si allungano sulla nostra storia, sul nostro presente. La nostra visione, per quanto piccola o grande possa essere, si fonda sulla consapevolezza che la grandezza non sta nella dimensione, ma nelle idee che si offrono al popolo.

Nel 1656, Napoli fu travolta dalla peste. La città era già piegata da sciagure, dalla rivolta di Masaniello alla miseria imposta dal dominio spagnolo. Le mura che dovevano proteggere divennero gabbie di morte, e la peste falciò oltre centocinquantamila vite. Un morbo che, come sempre, colpiva i più deboli, lasciando intatti i poteri forti, che osservavano dalle loro stanze dorate. Oggi la storia non è così diversa: i palazzi dei potenti restano inaccessibili, mentre noi, dal basso, ci chiediamo cosa si debba fare.

Serra parlava allora, e parla ancora. Radicato nelle coscienze, illumina, ma è davvero l’unico? La piazza oggi è attraversata da certezze e incertezze, da una sinistra malata e da una destra assente, mentre il vero potere si conta nelle banche e nelle multinazionali. Intanto, la pubblicità ci racconta che un ragazzo con idee, senza denaro, non può farle diventare realtà.

Io mi sento un illuminista spento, un velleitario instancabile, e mi chiedo: cosa dice oggi Serra? Dai palazzi dei colletti bianchi, dai grandi giornali, arriverà mai una risposta al popolo? Il Capo dello Stato, che guida gli eserciti, cosa chiede al Parlamento? Non acclamerà mai da Piazza Venezia, uomo di un’altra #elevatura, ma la destra dove acclamerà la sua guerra? E la finta difesa salviniana? Io la Meloni non l’ho capita, e forse a lei non interessa essere capita da chi non la vota. Ma a me preme un’altra cosa: l’unico #odio che mi pervade è il silenzio sulla vita di merda che ha vissuto mio padre nei campi di sterminio. Lui, che il #27gennaio vide arrivare i russi ad Auschwitz e Birkenau, pensava di uscire dalla bocca dei lupi e di entrare in quella dei leoni. Era sopravvissuto, ma a che prezzo? Rientrato in #Italia, pesava 45 chili, fu arrestato dalla Repubblica di Salò. Questa è la storia che mi porto dentro, e non posso accettare che venga dimenticata.

Vi ho annoiato con questi ricordi? Forse sì, ma ditemi: cosa farà adesso la Piazza di Serra? Nel mio vicolo, pochi sanno del valore storico della piazza, del significato profondo che Serra le attribuisce. Ma sanno di ROMA. I miei ragazzi, venendo da Ponticelli – Pianura [ n.b. non fa differenza sempre ragazzi sono!] verso il Centro Direzionale, vedendo i grattacieli, hanno esclamato: “Professore, azz, stamm già in America!”. Questa è la loro visione, la loro prospettiva di cambiamento.

Dunque, chi comanda davvero? Serra, Salvini, i colletti bianchi? E noi, cosa dobbiamo #Trasmettere, #Trascrivere, #Tradurre al vicolo, al popolo? È Santa Settimana, ma noi tracciamo una nuova rotta. Chi ci segue?

FUORITEMPO – “Professore, Azz, stamm già in America!”

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