>PAPA FRANCESCO < e i suoi primi 12anni – A U G U R I !
Vorremo dire e diciamo !
#99NOICIROANTONIOCIRO2ANTONIO2ELIACIROFLAVIOMARIABRIGLIAGRABDEETC!
#RICORDIAMO a tutti che il 22 giugno dell’anno 1986, #Francesco ci racconta il “Gol del Secolo” con la Mano de #D10S: un po’ con la testa e un po’ con la mano. Gli inglesi protestano, ma noi, con Papa Francesco di oggi, li perdoniamo. L’arbitro, un #signore che ha fatto la sua parte con fede e speranza, è stato attaccato, ma non si può attaccare D10S, uomo semplice del popolo, sostenuto persino da un sacerdote tifosissimo, che ancora oggi ricorda #Burruchaga, #Valdano e quel #Maradona da sogno.
Gli #anglosassoni sono stati spesso contro gli #argentini, ma il gesuita sacerdote racconta questa storia con la consapevolezza di chi, all’epoca, era assente, ma inviò a #Diego la “Mano de Dio”.
150 mila #umani gridavano quel giorno, come oggi gridano in un mondo popolato da 8,5 miliardi di uomini e donne. #FRANCESCO, torna a noi in piazza e poi ritirati a studiare, aprendo il conclave a novembre, prima della fine dell’Anno Santo.
Noi, i miei seguaci #CIRETANI, affermiamo il sogno e la realtà del sogno. Papa Francesco saluterà la piazza del popolo da uomo e fratello, per poi essere salutato a #100anni nella sua nascita in cielo. La sua salute oggi è cagionevole, ma noi gridiamo auguri alla tua ripresa e ti acclamiamo in piazza con quella stessa #Mano di #Dio. Grazie per il servizio che ci hai donato: non avevi bisogno di costruire, hai donato la verità.
Tra gli inquilini del mondo e della tua casa sacerdotale, non tutti ti hanno vissuto, perché hai riconosciuto un’unica #bandiera: quella dell’uomo e della sua sofferenza nella valle. Questo non è piaciuto al mondo: alcuni detrattori dicono che hai costruito un’ONG. Meno male che ci sei stato, perché abbiamo visto #12anni di speranza e non di politica delle bandiere. Ti accusano di essere uomo di Dio per il popolo e non per il perbenismo di facciata. Meno male, diciamo noi, squadroni del tuo cammino di pace.
A fine #partita conta il risultato, e noi di risultati da contare ne andiamo fieri. Con il campionato ancora in gioco, ti baciamo i piedi il prossimo Giovedì Santo. Tu lo vuoi, perché ti senti di lavarli come ognuno di noi. Io, invece, li tengo in acqua almeno un #mese… li lavo poco, perché sono sporco dentro e ho il coraggio di affermarlo. Ma pare che tale coraggio sia accademia di pochi. Se così non fosse, perché siamo ancora in #guerra? Se ne contano 57, dicono i fatti, e se ne vedono due manovrate da pazzi visibili. Le altre sono nascoste, e le donne restano oppresse in Afghanistan, Iran e altrove.
Tu ci hai insegnato ad imparare la #storia dalle sue pagine più nere, per non ripetere gli errori del passato. Ma a che è servito? #Mose compie segni davanti al #faraone tutti i giorni (#Esodo 10,2), eppure la storia si ripete. La #Shoah, lo sterminio degli ebrei ieri, oggi dei palestinesi, domani degli ucraini, e poi… domani, domani, domani! Ma ne vogliamo #parlare?
#Scusami, oggi sono un giornalista di strada e mi abbevero alla tua fonte, #Papa della Strada. Francesco, tu ti muovi mentre Atene piange e Spartaco non ride. Me la cavo malissimo, ma tu sei il mio motore. Con il #Maestro devo parlare tramite te. Sono troppo monello, e di monellerie ne ho fatte. Tu, in #aereo, dicesti ai colleghi: “Se parlano male di una mamma, poi parte il #cazzotto”. Purtroppo, io ne ho fatti partire tanti, in difesa e in attacco. Non me ne pento, perché erano per giusta causa. Ma mi pento di non essere #migliorato, anzi, forse sono peggiorato.
#INCONTRIAMOCI IN PIAZZA A ROMA appena starai meglio, e poi ritirati. Perché poi non potrò più vederti, e ho paura di #aggravarmi alla tua assenza. Non ho chiare idee sulla convocazione del concistoro. Se sono Scognamiglio della #barzelletta, vicino a quello in bianco, oggi, con la tua venuta, da dodici anni sono cambiato. Vorrei restare pulito. Tu starai nelle tue stanze a studiare e dare segni di speranza, e io, sapendoti nella valle, saprò a chi rivolgermi per parlare con il #Maestro.
Nulla toglie che il tuo successore possa essere ancora più bravo di te. È una questione da biliardo, un’acchito. Ma essere come #te lo vedo difficile.
Mi dirai: “Ciruzzo, per darmi gli auguri dei 12 anni di papato hai sciolto in anticipo la #GLORIA e l’ #EOLIA”. #AUGURI! Ci vediamo a Pasqua a Roma. Lunedì dell’Angelo non potrò esserci: devo stare con i monelli amici e compagni di strada, i #Vattienti. Pare che anche quest’anno andremo alla #Madonna dell’#Arco.
#AUGURI, FRANCESCO!
Fuori #tema – Mi sa che dobbiamo ricorrere alla panchina. #Francesco, Papa n° 266, dobbiamo pensare al dopo. Da quella palazzina dietro la Casa Madre, dietro Santa Marta, ti immaginiamo come un “#allenatore” della Chiesa. Non più in campo, ma sempre al fianco del popolo, da quella dimora, a guidare con saggezza e umiltà chi verrà dopo di te.
Fuoritempo – del n°266 Papa!


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