A #Dino, amico del cuore 11marzo2025

Di Ciro Scognamiglio – al suo Maestro della penna BIC!

Ci sono cuori che battono, cuori che tremano, cuori che sussurrano. E poi ci sono cuori che si moltiplicano, si espandono, si donano senza chiedere nulla in cambio. Tu, Dino, ci hai insegnato che il cuore non è mai uno solo, che l’amicizia non si misura in parole ma in battiti condivisi, in sguardi silenziosi che dicono tutto.

Abbiamo tanti cuori, Dino. Li abbiamo perché ce li siamo scambiati nel tempo, come monete preziose che non si svalutano mai. Abbiamo camminato insieme su strade di gioie e dolori, sentendo il peso e la leggerezza della vita, ma sempre con la certezza che il nostro cuore—i nostri cuori—avrebbero saputo riconoscersi, anche nel buio più fitto.

Così ti saluto, amico del cuore, sapendo che ogni addio è solo un arrivederci e che l’eco della tua lezione continuerà a battere dentro di noi. Perché chi ha saputo moltiplicare i cuori non sarà mai solo, non sarà mai dimenticato.

Grazie, Dino. Per tutto. Per sempre.

Mente illustre, avvocato, giornalista, vice preside… ma, soprattutto, uomo. Uomo di un’umanità libera, senza fronzoli, con un amore per la famiglia che era insieme forza e tormento. Amavi la vita con una fede incrollabile nella vita stessa, forse perché sentivi lontana la sua sorella oscura, quella donna senza volto e con la falce, simbolo antico dei santi e della morte, che è sempre stata, paradossalmente, fattore di vita.

Un ragazzo, sempre. Sabato 1 marzo ci hai convocati nella tua luce, senza lasciarti fiaccare dalla sofferenza. Sei stato energia per tutti, e per me – Capo e Velletario unico – hai lasciato il testimone.

Poche parole. Ciruzzo, con la sua velleitarietà, ha fatto scuola, e nulla lo fiacca. Esce da una linea d’amore e di battaglia, di pace e di shalom, di difesa e resistenza. Ottiene risultati e, come San Francesco, dove non viene ascoltato, batte i sandali e prosegue il cammino.

Da tuo clone nel giornalismo, nell’editorialismo, porto avanti il pensiero che tu hai saputo comunicare con forza. Tu, che hai diretto i canali della comunicazione, che sei stato un maestro della pubblicità, conosciuto come Avvocato Dino Orsini. Io ti avevo battezzato SAURO, perché eri il DINO-SAURO del fare, dell’amore, della pittura, della scrittura, della tua fedele penna Bic con cui componevi i tuoi libri.

Sabato 8 marzo non ci siamo potuti incontrare. Non ricevevi più segnali. Forse era la tua finta riflessione, il tuo modo di porti nel silenzio e nell’ascolto. Eri sintonizzato su un’altra frequenza, quella del Maestro Superiore, la TV di Dio, frequenza infinita. Hai detto: “Faccio, però, la tua volontà… ma esco in via trascendente.” Hai lasciato la via immanente della valle col sorriso.

Oggi, il sacerdote, il presidente della celebrazione, ha raccontato di segni di luce. La tua parola è diventata preghiera, è risuonata nel Vangelo, è stata recitata dalle ragazze e dal cerimoniere. Il sacerdote che ti conosceva ha eseguito le tue parole, ha dato vita ad atti di preghiera gioiosa, alla Sant’Agostino che diceva:

“Non piangete la mia assenza. Sono soltanto passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.”

Dino, da Ciruzzo, il tuo Velleitario, compagno di cinquant’anni di strada insieme, ti dico: aspettami, ma non presto!

E non farmi mancare la tua luce sui percorsi della valle. Anche se fosse solo un lumino, so che devi illuminare le ragazze, i nipoti, Gina.

Ti ricordo che, nel giorno del tuo saluto, il sacerdote ha celebrato davanti a un plebiscito di amici, amici veri, e anche conoscenti. E c’era il nostro amico Fico, non da politico del M5S, ma da ragazzo cresciuto anche lui nella tua comunicazione, nel nostro mondo.

Dinu’, scusami. Sant’Agostino a parte, mi fermo qui.

Se continuo, rischio di dover cambiare tastiera: le lacrime non piacciono a queste sterili tecnologie isolanti, come tu stesso affermavi.

L’arte del fare, del dipingere, del comporre testi e libri, la tua scuola, la tua lezione… tutto continua.

Ti voglio bene, Ciruzzo Scognamiglio.

Quel lucido folle, forgiato nella fucina della tua e nostra vita.

Ti prometto che il gruppo non si scioglie. Anzi, te lo promettiamo tutti.

Non metteremo nessun posto in più pensando a te. Non toglieremo quello che c’è. Perché tu sei con noi.

LUCE al Tuo percorso di accoglienza dal Padre e Madre Superiore !

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