Giocolieri di Strada
Mestieri e Professioni
Di #cirosco99- giornalista – giornalaio – munch_iano di strada #15febbraio2025addCeiRomani
Siamo onorati di trovare tra gli aventi successo coloro che hanno profuso passione, fatica e studio. Mi dicono che il sax, come tutti gli strumenti, è solo un oggetto. Ma non è così: si suona con ore di sacrificio, non si opera al buio. Un tempo, al Tosa Barbiere si usavano sanguisughe, ma la vita non durava quanto oggi. Oggi si suona, si lavora, ma solo chi sa fare davvero emerge.
Guardate quelli che in carcere si prendono lauree e diplomi, riscoprono la scuola per capire che, uscendo dal vicolo, senza un lavoro produttivo non si sopravvive. Non facciamo solo pietà: dobbiamo essere orgogliosi del sapere. Solo così evitiamo di diventare bulli, perché anche loro sono vittime della loro stessa nefandezza. Figli si nasce, genitori si diventa.
Giocolieri di strada, come nell’antico Egitto. Ieri vedevamo il vasellame volteggiare, oggi vediamo la musica riempire le strade. Vitale suonava al banchetto della musica, e ora lo ritroviamo a Sanremo 2025. Io c’ero in quel tempo, in Egitto, e oggi ci sono con voi. Vecchio? Sì, forse. Ma lucido. Folle, perché scrivo e racconto follie. E forse saranno verità per tutti, basta crederci!
Vitale e Benigni? No, parliamo di Rocco Ante, ex di strada, discusso ma eletto, che ha fatto della lingua napoletana un’arte. A Bergamo il dialetto dei vecchi si spegne, ma il nostro è lingua. Noi parliamo napoletano e abbiamo l’italiano del Manzoni, eppure non siamo mai stati capaci di essere italiani davvero, come diceva D’Azeglio: “Fatta l’Italia, dobbiamo fare gli italiani”. E oggi c’è chi vorrebbe ancora dividere il paese.
Ma qui non voglio parlare di politica. Parliamo di arte di strada. Anche la RAI ha portato la strada in TV con “Dalla strada al palco”, con Nek e Bianca Guaccero. Ragazzi, SI PUÒ fare, con sacrificio e passione!
Le tasse? Si pagano. La flat tax riduce l’IRPEF dal 15% al 5% per i primi anni di attività. Nessuno è fesso: le tasse le paghiamo tutti, tranne i furbi che si nascondono dietro la politica.
Professore, ma tu sei comunista, socialista, fascista, liberale? No! Io sono antifascista, non stronzo! Voglio essere autorevole, non dire sciocchezze. Prima mi ascoltavano Dio e mio padre, ora da là su sono in due, e mamma si è aggiunta ieri. (Non chiamatelo “ieri”: era il 2024, non un lutto fresco!)
Ho sempre detto: domandate per sapere tutto, anche se siete per strada. Il posto fisso fa campare, ma non fa volare. Io l’ho capito lasciando i banchetti dove vendevo pezze. Ma anche l’intellettualismo di servizio conta, e me ne sono fatto una ragione.
Insegnare le cose e i saperi, ma soprattutto insegnare che la vita è nelle nostre mani. Nel mio studio-laboratorio, frequentato dai miei allievi, c’è ricchezza, non solitudine da RSA. Non lamentiamoci: siamo il male delle nostre mani. I figli sono del mondo, dicevano gli antichi. Non credete a chi ne faceva tanti per usarli come strumenti di vita: quella era schiavitù.
Vi ho tediato con scritti, musica e parole? Forse. Ma anche quando mi sentivo uno schifo, mi sono esaltato ascoltando Daniele Vitale Sax, che ha virato di bolina. Ora spero che si ricordi della strada e aiuti altri giovani, come i suoi mentori hanno fatto con lui.
Napoli è “na carta sporca”, diceva Pino Daniele. Ma su quelle carte sporche ci sono le battute del cuore e dell’amore.
Scusate, amici del Nord. Queste cose le viviamo al Sud. La fame è fame. E non ha colore.
#FUORITEMPO – la fame è fame!

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