FERTILIZIA Lupercopiana
IL TESTO E’ RALIZZATO ANCHE PER GLI AUGURI alle VALENTINE ( maiuscolo #GRIDATO dal Cuore ) valentino (minuscolo – ci facciamo ancora conoscere male come dicasi maschi !) –
di #cirosco99 IDEALISTA di una VITA che forse arriverà in modo altro ai ragazzi #14febbraio2025
La storia ci insegna che tutto ha un’origine, e quella della festa che oggi celebriamo come San Valentino risale al 496 d.C., quando papa Gelasio volle sovrapporre un nuovo significato cristiano a un’antica celebrazione pagana. I Lupercali, rito dedicato alla fertilità, al Fauno cacciatore di ninfe, si celebravano il 15 febbraio con rituali che affondavano le radici nei miti della lupa che allattò Romolo e Remo. All’epoca, gli accoppiamenti avvenivano per sorteggio, pratiche oggi impensabili, ma allora accettate come parte dell’ordine naturale delle cose.
E qualcuno, ovviamente, vegliava su questi gesti, su questi rituali di fertilità. Oggi, il concetto si è trasformato: abbiamo cliniche specializzate e banche del seme che operano senza superstizione, ma con una logica di mercato. Eppure, il senso di controllo persiste, la gestione della vita è sempre nelle mani di pochi.
San Valentino, il vescovo di Terni, fu ucciso a 97 anni perché si rifiutò di abiurare la fede cristiana. Divenne il santo degli innamorati perché celebrò il primo matrimonio misto tra Serapia, cristiana, e Sabino, centurione romano. Fu anche il primo a suggerire le rose come gesto di riconciliazione tra innamorati, trasformando una necessità sociale in simbolo d’amore.
Eppure, oggi, la festa di San Valentino si è trasformata in un rito consumistico. La donna cannone sul filo e i panni stesi al vento sono l’iconografia contemporanea di una battaglia che ancora non è finita: la lotta per l’uguaglianza, per il riconoscimento dei diritti senza che diventino pretesto per ulteriori stereotipi.
Viviamo in un’epoca in cui i bambini crescono ancora con l’idea che vi siano differenze insormontabili tra “patatinoide” e “pisellinoide”, senza comprendere che la biologia è solo il punto di partenza di una storia molto più complessa. Il DNA determina, ma la società costruisce. La scienza spiega, ma siamo noi a interpretare.
E mentre celebriamo l’amore, i numeri della violenza di genere continuano a crescere. Donne uccise da uomini che non hanno mai accettato il concetto di libertà. E noi, con il nostro retaggio di omofobia e machismo malcelato, continuiamo a lottare per un mondo che fatica a cambiare.
Volevamo stupirvi con effetti speciali, ma ci accontentiamo di ricordare che l’amore si dice in tante lingue:
• Ti amo in arabo è “habibi”
• In greco, “s’agapo”
• In albanese, “te dua”
• In filippino, “mahal kita”
• In spagnolo, “te amo” o “te quiero”
• In rumeno, “te iubesc”
• In tedesco, “ich liebe dich”
E per i single? Non disperate: la primavera è vicina e porterà nuovi incontri, nuove possibilità.
San Valentino, nella sua vera essenza, non è solo una festa di coppia. È un’occasione per riflettere su come viviamo l’amore, il rispetto, l’uguaglianza. E su come, ancora oggi, troppi cadano sotto i colpi di una violenza che non accettiamo, ma che continuiamo a tollerare.
Forse è tempo di smettere di offrire la guancia e iniziare a colpire dove serve. E un giorno, forse, saremo davvero liberi di santificare la festa.
#FUORITEMPO – altro che tempo massimo – fuori tempo dalla storia, si ripete la stessa!


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