ARTE · TEATRO · TAVOLE DELLA VITA
Nel tempo in cui tutto scorre veloce e spesso superficiale, il teatro torna a essere tavola viva dell’esistenza: luogo in cui l’uomo si siede, si guarda, si interroga. Non rappresentazione, ma esperienza. Non finzione, ma verità condivisa. È qui che l’arte incontra la vita, e la vita si lascia finalmente comprendere.
LETTERE DAL DECUMANO MINORE
Ciro Scognamiglio – Giornalista di strada – 31 marzo 2026
Ersilia Di Palo porta in scena un teatro che non si limita a rappresentare, ma si assume una responsabilità: quella di formare coscienze.
Il suo è un teatro umanistico e civile, un teatro che rimette al centro l’uomo nella sua profondità, nella sua fragilità e nella sua bellezza. Non è solo espressione artistica, ma esercizio morale. Quasi un richiamo silenzioso – e necessario – al dovere che ogni essere umano dovrebbe avvertire dentro di sé.
Ersilia è una drammaturga di ricerca. Ma non una ricerca sterile o accademica: la sua è una ricerca che vive, che respira, che si intreccia con l’umanità. Ed è proprio in questo intreccio che nasce la qualità.
In lei riconosco una linea che appartiene alla grande tradizione: quella di Rosvita di Gandersheim, capace di offrire uno sguardo femminile alto, consapevole, quasi sacrale. Uno sguardo che pone la donna non come figura subordinata, ma come alleata del divino, capace di opporsi alla deriva delle passioni e di restituire senso.
Ho ascoltato le tracce del suo lavoro, ne ho colto i segni, e ora attendo di sedermi – non da spettatore passivo – ma da osservatore e valutatore. Perché quella che Ersilia costruisce è una vera scuola degli umani, una scuola della strada, dove il teatro torna a essere luogo di formazione e non solo di intrattenimento.
Ed è lì che mi riconosco.
Auguri, Ersilia.
Io ci sarò.
Fuoritempo
Il teatro che educa non cerca applausi: cerca coscienze sveglie.

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