“Lottiamo per la Costituzione e per i diritti delle persone con disabilità. Senza se e senza ma.”

LONTANI LA TRAVERSATA

Lettere dal Decumano per la piazza del 16marzo2026

IL VOTO ALL’ALBA – IL PROFESSORE DEL VICOLO

“Lottiamo per la Costituzione e per i diritti delle persone con disabilità. Senza se e senza ma.”

di Ciro Scognamiglio

Napoli, ore sette del mattino.
Davanti al cancello dell’Istituto Comprensivo Massimo Troisi, la scuola dove si vota, la città non si è ancora svegliata del tutto. Le urne apriranno tra poco, ma io ho deciso di anticipare l’alba e sedermi qui fuori, con un piccolo tavolo e una penna.

Aspetto di votare.

Il voto che esprimerò è un NO politico, ma non è un gesto di appartenenza a una parte. È un gesto di coscienza civile.
Per me la Costituzione italiana non è una parola astratta. È la storia di una generazione che ha attraversato la tragedia del Novecento. È anche la storia di mio padre, sopravvissuto ai campi di sterminio per puro miracolo di sopravvivenza.

Per questo motivo penso che la Costituzione non si possa trattare come un foglio da bruciare o piegare alle convenienze del momento.

Ma mentre aspetto il mio turno di voto, un’altra vicenda mi attraversa la mente e la vita.
È la storia dei diritti delle persone con disabilità.

Il mio contrassegno H per la mobilità delle persone con disabilità è scaduto nel giugno del 2025. Non me ne ero accorto subito. Quando ho iniziato a muovermi per rinnovarlo, mi sono trovato davanti a un percorso che sembra uscito da un labirinto amministrativo.

Norme, richieste, certificazioni, visite, passaggi tra ASL, INPS e uffici comunali.
E nel frattempo una domanda silenziosa continua a rimbalzare dentro di me.

Possibile che uno Stato che ha firmato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità debba chiedere a un invalido di dimostrare ancora perché non cammina?

Ho scritto al Sindaco di Napoli, al Garante per la Disabilità del Comune, e anche a chi in passato ha avuto responsabilità amministrative su queste materie. Mi hanno risposto che stanno studiando il caso, che la situazione verrà valutata.

Li ringrazio per l’attenzione.
Ma nello stesso tempo sento il dovere civile di porre una questione pubblica.

I diritti delle persone con disabilità non possono essere ridotti da interpretazioni amministrative. Lo dice la legge, lo dice la Convenzione ONU, lo dice il semplice buon senso civile.

Se cambiamo continuamente le regole per adattarle ai meccanismi burocratici, rischiamo di svuotare di significato i diritti conquistati.

Un sociologo invalido potrebbe dirlo in modo molto semplice:
se cambiamo continuamente le regole della scuola, allora a che serve studiare per conseguire una laurea?

La stessa logica vale per i diritti civili.
Non si possono cambiare ogni volta che la macchina amministrativa si inceppa.

E così mi trovo qui, davanti alla scuola dove voterò.
Un professore del vicolo che aspetta l’apertura delle urne.

Voterò NO, ma continuerò a difendere la democrazia del voto.
Perché il voto è libertà, anche quando si esprime un dissenso.

E nello stesso tempo continuerò a difendere un principio che considero non negoziabile:

Lottiamo per la Costituzione e per i diritti delle persone con disabilità. Senza se e senza ma.


Ciro Scognamiglio
Giornalista – Direttore
Lontani La Traversata
Napoli, 2026

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