LONTANI LA TRAVERSATA

Io voto NO. E lo dico senza odiare nessuno

di Ciro Scognamiglio

Sono una persona normale.
Non so neppure se posso definirmi “perbene”. Saranno gli altri, forse la storia, a dirlo.

Ma una cosa la so con certezza: voto in libertà.

In questi giorni vedo crescere fronti, schieramenti, bandiere che sventolano a destra e a sinistra come se il popolo fosse una massa da spingere con le ventole della propaganda.

Mi permetto allora una domanda semplice ai vari fronti politici:

avete capito che il popolo vota perché pensa?

Non siamo figuranti dentro una guerra tra bande.
Siamo cittadini.

Io voto NO, politicamente.
E lo dico con serenità.

Non perché qualcuno me lo chiede, non per appartenenza di bandiera, ma per una convinzione maturata negli anni.

La mia storia familiare pesa su questa scelta.
Mio padre è uscito vivo da un campo di concentramento.
Da quella tragedia è nata anche la nostra Costituzione.

Per questo mi considero antifascista senza bisogno di gridarlo ogni giorno.
Ma proprio per questo difendo anche il diritto di chi la pensa diversamente di parlare.

Un filosofo, Voltaire, lo disse molto meglio di noi:

Non condivido la tua idea, ma difenderò il tuo diritto di esprimerla.

E allora sì: io prego per i vivi e per i morti.
Prego anche quando muore un uomo discusso, come un super poliziotto finito dentro polemiche e accuse poi rientrate.

Davanti alla morte resta sempre una verità:
siamo uomini fragili che cercano giustizia e pace.

Gli uomini accusano, si difendono, a volte sbagliano, a volte perdonano.
Ma il voto resta una cosa semplice e sacra.

Il voto è libertà.

Io voto NO.
Lo dico apertamente.
Ma non contro qualcuno.

Lo dico per una mia convinzione politica e civile.

Poi decidete voi.

Il bello della democrazia è proprio questo:
ognuno entra da solo nella cabina elettorale.

E lì, finalmente, le bandiere tacciono.

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