LA BOMBA E I CORRIDORI DEL LUNGOMARE
Una vrenzola di verità ai ragazzi del Decumano
di Ciro Scognamiglio – Lontani La Traversata #12marzo2026
Stamattina i ragazzi corrono sul lungomare di Napoli. Fanno footing tra Castel dell’Ovo e via Caracciolo, con il Vesuvio davanti e il mare che respira lento. È una scena semplice: scarpe da ginnastica, musica nelle cuffie, qualche risata. Ma proprio lì davanti, a pochi metri dall’acqua, spesso si vedono navi militari. E nel cielo, ogni tanto, passano aerei militari. Allora un ragazzo potrebbe chiedere: “Professò, ma se scoppia una guerra… quella bomba dove cade?”.
La risposta è semplice e senza film. Se una bomba cade a via Caracciolo non guarda l’età, non guarda se sei un vecchio di 72 anni che ha già vissuto una vita intera, non guarda se sei un ragazzo che corre sul lungomare. La bomba non distingue. Io sono arrivato a quest’età perché sono figlio del 1945, della fine della guerra dei nostri padri. Sono figlio della Costituzione italiana, nata dalle macerie di quella guerra. E quella Costituzione dice una cosa chiarissima: l’Italia ripudia la guerra.
Ma la storia, purtroppo, è sempre più complicata delle frasi scritte nei libri. Dal dopoguerra l’Italia è entrata nella NATO e sul suo territorio ospita basi militari americane e alleate, parte degli equilibri strategici dell’Occidente. Le principali basi riconosciute si trovano a Pisa, Gaeta, Napoli, Sigonella, Niscemi, Ghedi, Aviano e Vicenza. Intorno a queste strutture esistono numerosi altri siti: depositi, radar, stazioni di telecomunicazione, poligoni di addestramento. In totale operano nel nostro Paese circa tredicimila militari statunitensi. Gli accordi che regolano questa presenza risalgono al 1954 e sono stati aggiornati negli anni successivi. Tutti i governi italiani li hanno mantenuti. Tradotto per i ragazzi del lungomare: quelle basi non sono arrivate ieri. Sono qui da settant’anni.
Oggi però il mondo torna a parlare di guerra e le domande ritornano. E qui arriva la mia vrenzola di verità. Quando vedete gli aerei passare sopra il mare di Napoli potremmo raccontarvi un film. Potremmo dirvi: “Tranquilli ragazzi, sono aerei che portano coriandoli”. Sarebbe una bella bugia. La verità è un’altra: quegli aerei sono strumenti di guerra, come lo sono le navi militari. Servono a difendere equilibri internazionali, ma esistono perché la guerra nel mondo non è mai scomparsa.
Allora cosa resta da dire ai ragazzi che corrono sul lungomare? Resta da dire che noi siamo la generazione che ha ricevuto la pace dai padri del 1945. Non è perfetta, non è eterna, ma è la più lunga stagione senza guerra sul nostro territorio. E la pace non è una parola astratta: è proprio quel ragazzo che corre a via Caracciolo senza paura. Se un giorno quel ragazzo dovesse smettere di correre per guardare il cielo con paura, allora avremmo perso tutti.
Fuoritempo. Le bombe non nascono dal cielo: nascono prima nelle teste degli uomini. Per questo la pace non si difende solo con gli eserciti, ma con la coscienza dei cittadini.


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