LONTANI LA TRAVERSATA
Fondo

LA PENNA E IL RISPETTO
di Ciro Scognamiglio

In un Paese libero la parola è un diritto.
E la parola scritta lo è ancora di più.

Chi fa il giornalista lo sa: la penna può raccontare, interpretare, criticare. La critica appartiene alla tradizione del giornalismo e nessuno può sottrarsi al confronto delle idee. Ma proprio per questo mestiere esiste un limite che non dovrebbe mai essere smarrito: il rispetto della verità culturale e umana delle persone di cui si scrive.

Negli ultimi giorni alcune considerazioni espresse dal collega Aldo Cazzullo su Sal Da Vinci hanno generato reazioni forti nel mondo napoletano.

Non mi interessa alimentare polemiche personali.
Il tifo non appartiene al giornalismo.

Ma c’è un punto che riguarda la responsabilità della parola pubblica.

Sal Da Vinci non è soltanto un cantante.
È una storia artistica che attraversa generazioni di teatro e musica popolare. È figlio di una tradizione culturale che affonda le radici nella Napoli teatrale del padre Mario Da Vinci, nelle sceneggiate, nei palcoscenici popolari, nei quartieri che hanno fatto dell’arte una forma di identità e riscatto.

Napoli ha sempre avuto questo destino: essere raccontata da molti, spesso giudicata da lontano, qualche volta compresa davvero.

Chi vive e scrive da Napoli conosce invece una verità diversa.
Qui l’arte non è soltanto spettacolo.
È memoria. È appartenenza. È linguaggio civile.

Per questo motivo, da giornalista e direttore di Lontani La Traversata, sento il dovere di affermare una posizione chiara.

Quando un artista viene accostato con leggerezza a contesti che non gli appartengono, quando un percorso culturale rischia di essere ridotto a simbolo negativo, la critica perde la sua funzione di analisi e diventa offesa culturale.

Davanti a questo passaggio non posso restare neutrale.

Mi dichiaro idealmente parte civile nella difesa dell’onore artistico di Sal Da Vinci e, insieme a lui, della dignità culturale del popolo napoletano che nei propri artisti ha sempre riconosciuto una rappresentanza autentica.

Non è corporativismo.
È responsabilità civile.

La libertà di stampa è uno dei pilastri della democrazia.
Ma proprio perché è un bene prezioso richiede consapevolezza.

Chi scrive con grande penna deve ricordare che ogni parola ha un peso. E talvolta dovrebbe fermarsi prima di colpire con leggerezza ciò che per altri rappresenta storia, identità e memoria.

Napoli non chiede protezioni.
Non ne ha mai avute.

Chiede soltanto che la sua cultura non venga ridotta a caricatura.

Perché dietro un artista come Sal Da Vinci non c’è soltanto un nome.
C’è una città che canta, un teatro che resiste, una tradizione che continua a produrre arte.

E quando serve, anche una penna deve alzarsi per dirlo.

Ciro Scognamiglio
Direttore – Lontani La Traversata
Napoli – Pianura
2026

Lascia un commento