LONTANI LA TRAVERSATA – Pensiero dal Decumano Minore
8 MARZO: IL SIMBOLICO E LA NOSTRA CECITÀ

Il simbolico esiste per rispondere a una sola domanda: perché.

Perché l’8 marzo.
Perché abbiamo bisogno di creare giorni simbolici per ricordarci ciò che dovrebbe essere naturale.

Se la civiltà avesse davvero imparato qualcosa nel suo cammino – dall’uomo scimmia che conquistava il ramo fino all’uomo tecnologico che domina il pianeta – non avrebbe bisogno di fissare date per ricordarsi di essere giusta.

Le date nascono quando la coscienza non basta.

Io non voglio santificare questa festa.
Non mi interessano mimose, frasi pronte, celebrazioni che durano un giorno.

Domani sarà 9 marzo.
E i femminicidi continueranno.

Allora il problema non è la festa.
Il problema è l’uomo.

E quando dico uomo parto da me stesso.
Se non parto da me, divento solo un moralista da scrivania.

L’antropologo del vicolo – quello che osserva la vita nei bar, nei cortili, nelle famiglie – sa una cosa semplice: le società non cambiano con le ricorrenze.

Claude Lévi-Strauss lo aveva capito bene.
Per comprendere l’altro bisogna prima mettere in discussione l’io.

E l’illusione più grande dell’io è credere di essere dalla parte giusta.

Io non voglio salvare nessuno.
Ognuno si salva se vuole salvarsi.

Il mio compito è dire la verità che vedo, anche quando è scomoda.

Perché il simbolico non serve a fare festa.
Serve a mettere l’uomo davanti allo specchio.

E nello specchio spesso non vediamo nulla.

Per questo dico una cosa che può sembrare paradossale:
io sono cieco.

Non negli occhi.
Nella coscienza di appartenere a una umanità che spesso non vuole vedere.

Se almeno lo ammettiamo, forse un passo lo facciamo.
Se continuiamo a recitare la parte dei giusti, non cambierà nulla.

San Francesco lo diceva con una semplicità radicale: quando non vogliono ascoltare, batti i sandali e vai oltre.

Il vicolo continuerà a parlare.
La vita continuerà a scorrere.

Domani sarà 9 marzo.
E la domanda resterà sospesa tra le case, nei vicoli, nelle coscienze:

siamo diventati uomini, oppure siamo ancora ciechi?

Ciro Scognamiglio
Decumano Minore – Napoli
8 marzo 2026

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