LONTANI LA TRAVERSATA
di Ciro Scognamiglio – Giornalista di Strada
SAL DA VINCI, L’AUTOREVOLEZZA NON SI PROCESSA
05 marzo 2026 cirosco99
Accostare un artista come Sal Da Vinci a mondi che non gli appartengono è, questa volta, un’esagerazione.
Può accadere anche ai migliori commentatori di sbagliare misura.
È il rischio della parola pubblica.
Aldo Cazzullo è un professionista competente nella sua disciplina, nessuno lo mette in dubbio. Ma la competenza non autorizza a colpire i sentimenti di chi riconosce in un artista una storia di lavoro, sacrificio e presenza nella propria comunità.
Quando il giudizio diventa etichetta, smette di essere analisi.
Sal Da Vinci non è un simbolo da processare.
È un artista cresciuto dentro una tradizione musicale e teatrale napoletana, figlio di una cultura popolare che ha sempre trasformato la fatica in canto. La sua carriera racconta studio, palcoscenico, gavetta, dedizione. Tutto ciò che normalmente chiamiamo abnegazione.
Il punto, allora, non è difendere qualcuno per partito preso.
Il punto è ricordare un principio semplice: nessuno — né il giornalista, né l’intellettuale, né lo scrivente — è depositario di un verbo assoluto.
Il giornalismo dovrebbe essere osservazione autorevole, non tribunale permanente.
Per questo mi scuso con i lettori se ho dovuto dedicare spazio a polemiche che non mi appartengono. Preferisco raccontare chi costruisce, chi lavora, chi tiene viva una tradizione.
Il tifo non serve alla cultura.
Il tifo porta solo alle contrapposizioni che, quando degenerano, diventano perfino guerre.
Molto meglio un’altra strada: riconoscere il valore dove esiste e lasciare che il tempo faccia il suo lavoro.
L’autorevolezza non si proclama.
Si testimonia.
Ciro Scognamiglio


Lascia un commento