LONTANI LA TRAVERSATA
di Prof. Ciro Scognamiglio – Giornalista di Strada – domani che leggete 26 febbraio 2026
BAGNOLI: LA VERITÀ NON È UN OPTIONAL
Trentacinque anni di colmata non si cancellano con uno slogan.
Trentacinque anni di promesse non si sciolgono in una diretta social.
La domanda è semplice, brutale, concreta:
dove la sposti? come la sposti? con quali soldi? con quali tempi? con quali responsabilità firmate?
Se il sindaco parla, può dire solo la verità tecnica. Non la poesia, non la propaganda, non la suggestione elettorale. La verità è fatta di carte, bonifiche, analisi chimiche, progetti esecutivi, pareri ambientali, conferenze dei servizi, ricorsi, contro-ricorsi, commissariamenti, decreti.
E allora facciamoci seri.
La colmata non è una metafora. È cemento, scorie, riempimento, mare negato. È storia industriale, è l’ombra dell’Italsider, è una stagione in cui lo sviluppo era parola magica e l’ambiente variabile sacrificabile.
Oggi gli sciacalli della fuffa gridano allo scandalo come se fossero nati ieri.
Come se in trent’anni nessuno avesse firmato, autorizzato, rinviato, prorogato, gestito.
Rossi o neri che siano, una fetta di biscotto l’hanno assaggiata quasi tutti.
E ora fanno i puri.
I ragazzi guardano questo teatro e non capiscono più nulla.
Vedono adulti che si accusano a vicenda, ognuno con la memoria corta e la coscienza selettiva.
E quando la fiducia crolla, nasce la rabbia.
Quando la rabbia non trova risposte, diventa rivoluzione emotiva, non politica.
Ma le rivoluzioni senza progetto finiscono nei bar, non nei cantieri.
La questione non è difendere o attaccare un sindaco.
La questione è pretendere chiarezza pubblica:
- Quanto costa la rimozione totale?
- Quanto costa la messa in sicurezza permanente?
- Quali sono i tempi reali, non quelli da conferenza stampa?
- Quali rischi ambientali si assumono?
- Quali responsabilità pregresse vengono finalmente nominate?
La verità, quando è tecnica, è meno affascinante.
Ma è l’unica che costruisce.
Bagnoli non ha bisogno di eroi da talk-show.
Ha bisogno di ingegneri, controllori, firme pubbliche, cronoprogrammi verificabili.
Ha bisogno di adulti che dicano: “Questo possiamo fare. Questo no. Questo richiede dieci anni. Questo cinque. Questo non è sostenibile.”
Il resto è fumo.
E noi, uomini di strada, non possiamo continuare a respirarlo come se fosse aria buona.
Bagnoli merita rispetto.
Non indignazione a gettone.
FUORITEMPO –
La verità non urla. Ma resta.
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