Salmo di Luca
Signore delle mani che restano,
tu che conosci il tempo delle veglie
e il silenzio delle stanze chiuse,
accogli una madre nel tuo respiro.
Noi non sappiamo parlare di cielo
senza tremare.
Siamo figli di terra,
e la terra trattiene le lacrime
prima ancora delle parole.
Se il passaggio è luce,
insegnaci a non averne paura.
Se la morte è soglia,
rendici degni di attraversarla
con la memoria dell’amore ricevuto.
Benedici chi ha vegliato,
chi ha stretto una mano
quando il fiato diventava lieve.
Fa’ che quel gesto
resti più forte dell’assenza.
Non togliere il dolore,
ma donaci senso.
Non cancellare la nostalgia,
ma trasformala in gratitudine.
E quando la notte si fa lunga,
ricordaci che nessuna cura è perduta,
che nessuna carezza è inutile,
che nessun figlio resta solo
se ha imparato ad amare.
Amen.

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