La scuola non è fiction. È continuità che resiste

Di Ciro Scognamiglio – oggi al vicolo della vita – 06 febbraio 2026

La scuola è zoppa solo di una C, quella della comunicazione spettacolare, non certo di lavoro, responsabilità e continuità educativa, perché chi opera in silenzio nei territori traccia linee pedagogiche vere mentre altri costruiscono narrazioni visibili e legittime che vanno rispettate e riconosciute, poiché la visibilità può sostenere anche le azioni ma non può mai diventare il criterio che separa scuole degne di racconto da scuole destinate al silenzio, alle carte bollate, alle procure e all’allontanamento di lavoratori considerati fastidiosi, e per questo i presidi in quiescenza non accettano una scuola divisa tra fiction e retroscena amministrativi perché la scuola è una sola e va detta tutta, a partire da luoghi reali come Piazza Carlo III a Napoli, crocevia urbano e umano a ridosso della stazione, dove il Galiani e il Da Vinci tengono in piedi l’area centro-orientale senza clamore praticando il recupero come metodo, la continuità come prassi e il lavoro come valore quotidiano, dimostrando che esiste una realtà educativa che non cerca riflettori ma produce comunità e competenze, una realtà fatta di storie concrete e riconoscibili come quella di Antonella Barreca, dirigente scolastica che ha scelto di interpretare il proprio ruolo come presidio umano e pedagogico e non come mera funzione amministrativa, mettendo la scuola al servizio del territorio con una programmazione ampia, articolata, curricolare ed extracurricolare, che rende l’istituzione capace di accompagnare i giovani non solo nell’istruzione ma nell’inserimento consapevole nella vita sociale, culturale e civile, e come quella di Giovanni Borriello, docente di formazione e consigliere della Municipalità 4, che ha promosso e organizzato, in ambito istituzionale, la Giornata dei Calzini Spaiati 2026, assumendola come atto politico-pedagogico di inclusione, rispetto e partecipazione, trovando nella scuola diretta dalla Preside Barreca un patrocinio operativo pieno, concreto e coerente con i progetti già attivi sul territorio in cui la scuola incide quotidianamente, ed è in questa alleanza chiara tra istituzioni locali e scuola competente che si misura la forza reale dell’educazione pubblica, perché il già preside Scognamiglio ha lasciato il palazzo per vecchiaia ma non ha mai lasciato la responsabilità, oggi combatte con parole e fatti per raccontare il verbo FARE nel vicolo della vita, plaude a tutte e tutti ma si incavola quando qualcuno insinua che esistano scuole di serie A da raccontare e scuole di serie B da zittire, rivendicando visibilità per ogni territorio attraversato, da Conocal ad Adrano, da L’Aquila a Genova, sapendo che anche se il portafoglio si perde la memoria no e che la scuola non ha bisogno di applausi ma di riconoscimento pubblico, continuità civile e responsabilità condivisa, come dimostra proprio la Giornata dei Calzini Spaiati, non gesto isolato ma progetto educativo territoriale, perché tutti diversi non significa divisi ma uguali in dignità, ed è da qui, da questi atti concreti e verificabili, che la scuola continua a tenere il futuro senza bisogno di finzione.

Firmato:
Nessuno, l’uomo del mondo

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