Articolo di Mena Sorrentino – 27 gennaio 2026
Giorno della Memoria
L’orrore dell’Olocausto non è soltanto memoria: è una responsabilità.
Una responsabilità difficile da indossare, ma che ciascuno dovrebbe assumere. Ricordare è importante, ma non basta: occorre far comprendere ai giovani cosa è realmente accaduto, affinché un passato così oscuro non possa ripetersi.
Il Nazismo è stato il trionfo del Male: un Male assoluto, che ha condotto alla deumanizzazione di milioni di persone considerate di razza inferiore. Una propaganda martellante, in piena Seconda guerra mondiale, costruita sull’antisemitismo e sull’odio razziale, dichiarato apertamente dal regime.
Quella propaganda portò alla privazione della libertà e alla sistematica eliminazione di quasi tutti gli ebrei europei, uccisi con metodo industriale.
Oggi, parlando di Gaza, qualcuno usa la parola “Olocausto”. Le differenze tra i due stermini sono molte, anche se in larga parte solo formali, fatta eccezione per le motivazioni originarie. Il conflitto di Gaza nasce da ragioni politiche ed economiche; l’Olocausto si fondava invece su un’ideologia razzista, sull’antisemitismo, sul nazionalismo portato al culmine.
Un’altra differenza sostanziale: non esiste, da parte di Israele, una volontà dichiarata di annientamento del popolo palestinese, sebbene nei fatti la popolazione sia stata compressa in uno spazio minimo, martellata dai bombardamenti e privata degli aiuti umanitari.
I palestinesi non sono stati privati dei diritti fondamentali tramite leggi speciali, ma le condizioni imposte dal conflitto li hanno confinati in un fazzoletto di terra senza via di fuga.
Esiste poi la questione degli eserciti: i nazisti avevano un esercito regolare, gli ebrei no. A Gaza dovrebbero essercene due, ma quello di Hamas è un esercito fantasma.
Eppure, al di là delle differenze formali, resta un punto fermo: la crudeltà umana sembra non avere limiti. L’Olocausto ne è la prova definitiva.
Ogni anno il Giorno della Memoria ritorna. Una ricorrenza ormai entrata nel calendario, come la festa dei nonni, della mamma, del papà. Ogni anno corone, cerimonie, parole: fiumi di parole simili a quelle dell’anno precedente, parole che spesso pochi ascoltano davvero, tollerate per rispetto verso chi le pronuncia.
Eppure quelle parole dovrebbero scavare solchi profondi.
Portano il peso del sangue innocente: neonati lanciati in aria come bersagli, giovani donne stuprate e poi fucilate, uomini trasformati in cavie per esperimenti crudeli, migliaia di persone spinte nude verso le camere a gas. Non sono parole retoriche: sono verità incise con il dolore.
Tutti dovremmo fare silenzio davanti a parole che non sono solo parole.
Purtroppo, il vento dell’odio razziale torna a soffiare in Europa e nel mondo, portando con sé l’odore nauseante del Male. Governi incapaci e immorali alimentano questo vento, mentre gruppi neonazisti approfittano del clima storico per preparare nuovi atti scellerati.
A quanto pare, l’uomo non ha ancora imparato la lezione.
Mena Sorrentino – Scrittrice
27 gennaio 2026

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