Grazie.
La tua autorevole presentazione, Professoressa Ersilia Di Palo, mi inorgoglisce.
Il fanciullino che è in me – e che vive ancora, nonostante la mia tenera età di 72 anni – si sente finalmente ascoltato. Il tempo vola.
Ho sempre ricordato l’insegnamento della scuola di Morelli: “Un corpo che non ha mai vissuto è un corpo senza ferite.”
Ma Morelli ci ha anche insegnato che imparare a liberarsi del passato permette alle ferite di dissolversi.
Lo scrivente — cioè io — aggiunge forse un dubbio: non esiste un oblio balzachiano per certe ferite inflitte dalla storia e dalla manipolazione degli esseri umani, dei cosiddetti sapiens. Eppure, è vero: le ferite se ne vanno, lentamente, e le mie oggi sono abbastanza riassorbite.
Resta però l’ultima certezza del grande Raffaele Morelli:
“Ciò che non è accaduto in una vita può accadere in un istante.”
E martedì scorso, al Caffè Bernini, quando ci siamo incontrati…
quello è stato un istante.
Un istante che ha avuto cura.
Grazie, Ersilia.
Ersilia Di Palo è con Maria Gallina e altri 14.
Carissimo Ciro Scognamiglio , autore del libro ” VIAGGIO DI 40 ANNI ED UNA BARCA”
Complimenti per questo meraviglioso excursus sulla tua vita. Un libro che ho letto con molto piacere, attratta dalla storia che racconti….di tuo padre..di te.. della tua famiglia. Un libro che suscita profonde emozioni. Pagine di grande espressività e drammaticità…che arrivano al cuore come una freccia lasciandone una ferita. La morte di tuo padre, un sopravvissuto di Auschwitz, mi ha commossa profondamente. Rivedevo in quelle pagine il ricordo di mio padre. La lettura di questo libro lascia un segno indelebile nella sensibilità del lettore, dove nonostante l’ orrore e la sofferenza che si racconta mette in luce la dignità dell’ essere umano. Il dolore spesso ci spinge a guardarci dentro, a capire chi siamo, a riflettere e a comprendere cosa vogliamo dalla vita.
Tu hai attraversato il dolore . Lo hai vissuto pienamente, guardandolo in faccia, come a volerlo sfidare. Lo hai combattuto e hai vinto. Il dolore , quando decidiamo di affrontarlo e viverlo pienamente, anziché reprimerlo, diventa fonte purificatrice, liberazione emotiva , trasformazione in un’esperienza di rinascita, di comprensione e sollievo. Tu attraverso il dolore hai profondamente imparato ad amare gli altri sviluppando quella profonda capacità di connessione umana.
Ciro Scognamiglio

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