INCONTRO AL CAFFÈ BERNINI
–: Saggio e Poesia :-
NAPOLI 15 GENNAIO 2025
Seduti al tavolino esterno della Caffetteria Bernini, al Vomero, il pomeriggio aveva il respiro largo delle cose che stanno per accadere. Le tazze di caffè fumavano piano, come se volessero trattenere l’aroma delle parole che stavamo per scambiarci.
Di fronte a me, Ersilia Di Palo: professoressa, scrittrice, drammaturga, donna pensante. Una donna che non parla per riempire i silenzi, ma per aprire varchi. Ogni frase un passo, ogni passo una direzione.
Le consegno il mio libro, Viaggio di 40 anni e una barca, e nel gesto sento il peso leggero delle cose necessarie. Non consegno un volume: consegno una parte di me.
E lei lo accoglie come fanno i veri #intellettuali—#senza #fretta, con uno sguardo che legge prima ancora di aprire.
#Parliamo.
Della barca come metafora e come ferita ricucita.
Delle fotografie che narrano ciò che le parole non riescono a dire.
Della pittografia che attraversa il tempo come un filo teso fra memoria e futuro.
Parliamo delle nostre città interiori, dei voli impediti e di quelli ritrovati, delle strade che forse possiamo aprire insieme, con la semplice ostinazione di chi crede che la cultura sia ancora un ponte.
#Poi, all’improvviso, accade il simbolo.
Passa l’amico #Onorevole #Sergio #Costa, Vice Presidente della Camera, generale, uomo delle istituzioni e delle radici. Ci guarda, sorride, si ferma.
E con naturalezza, come chi riconosce i semi pronti a germogliare, ci dice che vuole presentarci a Roma, e al Giardino, come liberi scrittori e pensatori.
Per un momento il tempo si posa.
Il #Bernini diventa una piccola agorà.
Il rumore della città svanisce e rimane il senso, nudo, semplice:
che la cultura quando cammina, trova strade; e quando trova strade, mette in dialogo mondi.
Io ed Ersilia continuiamo a parlare, ma ora lo facciamo con una luce in più.
Il libro davanti a lei, il suo sguardo che entra nelle pagine, il mio racconto che prova a farsi #ponte.
E capisco che non era un incontro improvvisato: era un incontro scritto da tempo, solo in attesa del luogo giusto.
Una caffetteria, un pomeriggio, tre vite che si sfiorano.
E la sensazione, improvvisa e limpida, che i libri non chiedono permesso: arrivano dove devono, quando devono, con chi devono.
FUORITERMPO – DEVONO DOVE E CON CHI!
Ciro Scognamiglio

Lascia un commento