PAGINA DI DENUNCIA – “VOI CANTATE UNA MUSICA STONATA”
di Ciro Scognamiglio
Preside a Ponticelli – Professore – Libero Docente Università
46 anni di servizio nella Scuola Italiana
Oggi giornalaio e giornalista di strada
Voce di Radio Rambow
1. Questo è il mio Manifesto. Non di oggi: del 12 marzo 2018.
(Il manifesto originale compare nella mia foto – e resta un documento ufficiale.)
Scrivevo allora, a nome dell’I.C. 88° “Eduardo De Filippo”:
“Questo manifesto è il grido di dolore di codesta istituzione scolastica, che da anni lavora senza sosta, per difendere il diritto dei vostri figli ad emergere dall’ignoranza e dalla miseria culturale…”
Un grido di dolore.
Un grido civile.
Un grido che vale ancora oggi, perché nulla è cambiato.
2. Mentre altrove si restaurava, qui pioveva in classe.
E i giornali lo pubblicavano.
Muffa.
Piastrelle tenute con lo scotch.
Secchi d’acqua nelle aule.
Bagni dei disabili impraticabili.
Guaina del tetto distrutta.
Pareti che urlavano abbandono.
Ponticelli come spugna:
assorbiva pioggia e ingiustizie.
Queste non sono parole mie: sono foto, atti tecnici, articoli di stampa.
3. Questo era il cortile della scuola.
Ammassi di sedie e banchi rotti.
La testimonianza materiale della frase:
“La periferia può aspettare.”
Ma la periferia non aspetta.
Soffre.
Si arrabbia.
Cresce senza diritti.
Io, da preside, da uomo, da cittadino, ho raccolto tutto:
documenti, esposti, segnalazioni, lettere, fotografie.
Atti firmati anche dall’Ing. Eduardo Magliano, responsabile della sicurezza.
Atti che esistono ancora.
Chi vuole può venire a leggerli.
4. Questo invece è il campo dopo la bonifica.
Uno dei pochi miracoli fatti a mani nude, contro tutto.
Contro la pioggia.
Contro l’indifferenza.
Contro la retorica.
Una scuola che non aveva diritto di essere bella, e invece lo è diventata.
Perché la bellezza, a Ponticelli, è rivoluzione.
E nella foto ci sono io, col berretto, ancora in piedi, ancora a girare in bicicletta.
A controllare.
A testimoniare.
A dire: “Era possibile.”
5. E poi c’è l’arte dei bambini.
Il loro murales.
Il cuore, il Vesuvio, i colori.
Loro capivano più degli adulti.
Capivano che si può reagire, anche con un pennello.
6. E allora oggi dico: voi cantate una musica stonata.
Chi oggi parla di “cambiamento”, “sviluppo educativo” e “grande attenzione per le periferie”…
ma non è mai entrato in queste aule…
non ha mai sentito l’odore di muffa…
non ha mai asciugato un corridoio…
non ha mai guardato negli occhi una madre disperata…
canta una musica stonata.
Io, invece, cammino per le strade di questa città.
Parlo con chi soffre, con chi ha perso la fiducia, con chi non ha voce.
E attraverso Radio Rambow, che è la mia voce e la mia TV di strada,
continuo a raccontare ciò che nessuno racconta:
la verità delle periferie.
7. 2026 – Anno di svolta.
L’ho scritto, e lo riscrivo qui:
2026 deve essere l’anno in cui le periferie non chiedono più: pretendono.
In un angolo della nostra futura pittografia comparirà questa frase:
“2026 – ANNO DI SVOLTA”
E lo sarà.
Perché stavolta la storia la raccontiamo noi.
Con le foto, gli atti, le mani.
Non con le passerelle.
Ciro Scognamiglio

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