EDITORIALE DELLA DOMENICA DEL DECUMANO

Lontani – La Traversata

Quale Groenlandia ci aspetta al 2050

Ciro Scognamiglio
Visionario – Antropologo del Vicolo
7 gennaio 2026

(Non vi preoccupate: non ho fatto alcun patto per vivere fino al 2050.
Nel vicolo, però, interrogarsi è un dovere: se non lasciamo un’idea da perseguire, le idee vengono morsicate e finiscono in cenere.
Per sicurezza, ho già deciso: per cinque anni sotto terra, niente cremazione. Il caldo mi fa la pelle rossa.)

Perché la Groenlandia, oggi

Io che guardo l’isola — Groenlandia.
Scriverlo è necessario, perché non tutti riconoscono una bandiera e non tutti vanno a cercare una fotografia. Un’immagine deve parlare anche all’ignorante, se vogliamo fare proselitismo almeno al pensiero.

La Groenlandia oggi non è solo ghiaccio e case colorate. È territorio, è posizione, è futuro. È una domanda geopolitica che non possiamo più eludere. E allora chiediamocelo, senza timidezze: quale Groenlandia ci aspetta al 2050?

Potere e personalità

Quanto è importante la personalità nella conquista del potere e nel suo esercizio?
Cosa ne promuove l’uso e cosa, invece, lo limita?

Lo storico Ian Kershaw, che tra le follie ho avuto modo di studiare, mette a confronto alcune delle grandi figure politiche che hanno cambiato il corso della storia europea del Novecento per rispondere al più classico degli interrogativi:

sono i tempi a forgiare gli uomini o sono gli uomini a determinare i tempi in cui vivono?

Questa domanda oggi, ragazzi del vicolo, è centrale se vogliamo capire l’isola che c’è e il perché qualcuno la vuole. Non per folklore, non per cartoline, ma per potere.

Conquistare è sempre stato normale

Togliere con la forza ciò che appartiene ad altri non è una novità della storia. Cambiano i mezzi, non la sostanza.

Stamattina volevo conquistare un basso al Decumano. Ho detto agli astanti di uscire: era mio, per farli stare al coperto. Avete visto come mi hanno conciato. Ecco perché vengo dai Pellegrini: mi hanno portato lì dopo le mazzate.

Trump, invece, nessuno lo mena. È nu’ brav guaglione, ha i poteri forti alle spalle.
Il professore no. E quindi abbusca.

La geopolitica funziona così, solo con mappe più grandi.

L’uomo forte nel Novecento

Da Hitler a Mussolini, da Stalin a Churchill, da de Gaulle alla Thatcher, l’uomo forte ha dominato la scena politica europea del Novecento. Eletti democraticamente o dittatori, tutti accomunati da una personalità ingombrante, spesso inquietante.

Ma furono davvero loro, con la loro volontà e determinazione, a determinare il corso della storia?
O furono le condizioni politiche, economiche e sociali a renderli possibili, necessari, accettabili?

Oggi la domanda non è più storica. È attuale.

I nuovi blocchi del mondo

Il mondo contemporaneo ha consegnato a pochi individui strumenti terrificanti, una forza senza precedenti. Possiamo considerarli i nuovi cavalieri dell’Apocalisse?

America, Russia, Cina, India.
Quattro blocchi. Quattro quarti di una torta già divisa.

I nomi vanno detti, ai ragazzi non si nasconde nulla: Donald Trump, Vladimir Putin, Xi Jinping, Narendra Modi.

Noi, comparse di questo pianeta, che ruolo abbiamo? Saremo artefici o solo affamati? Ci allineeremo, ci disallineeremo o risponderemo con l’ennesima distruzione, forse l’ultima del sistema Terra?

2050: una nuova odissea

Chi costruirà il 2050? Una seconda Odissea nello spazio?
Andare oltre non mi è possibile pensarla, ma una cosa la so: ci saranno ancora ragazzi che vorranno testimoniare? Ci sarà ancora qualcuno che farà domande scomode?

Questa fotografia di costume mi fu inviata da un mio allievo a bordo. Oggi campeggia su tutti i giornali. La domanda è semplice: sono cambiati i luoghi o gli occhi che li guardano?

Dal 1977 il mio archivio fotografico racconta immagini raccolte. Nel 1992 la nostra testata si chiamava La Traversata — perché i nautici traversano. Dal 2000 è diventata Lontani – La Traversata. Acqua sotto i ponti ne è passata, ma lo scatto è lo stesso.

Domanda finale (da lasciare al vicolo)

Sono i tempi a forgiare gli uomini o sono gli uomini a determinare i tempi in cui vivono?

Nel vicolo questa domanda non è retorica.
È urlo che guardo l’isola: Groenlandia.
Non è solo ghiaccio, non è solo bandiera.
È territorio, energia, futuro conteso.

La domanda non è chi la vuole,
ma perché la vuole.
E soprattutto: chi resta al buio.

Dal vicolo al 2050,
non per prevedere il mondo,
ma per lasciare un’idea da inseguire.

Perché se non pensiamo oggi,
domani penseranno altri per noi.

#Groenlandia #Decumano #Geopolitica #2050 #LontaniLaTraversata

Andate  sereni, GUAGLIONI

Shalom… na responsabilità!

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