di ANTONIO IZZO Vaticanista Lontani La Traversata Giornale Blog
L’appuntamento è fissato presso l’Eremo dei Camaldoli, sul tema centrale: “Maria, donna dell’attesa e della speranza”.

In piena preparazione al Santo Natale, l’incontro si propone come un’occasione semplice ma intensa per vivere insieme un tempo di silenzio, necessario per ascoltare la Parola e la voce dello Spirito; come un’opportunità di riflessione per meditare sul significato profondo dell’attesa cristiana: come un’esperienzae di fraternità, per condividere il cammino di fede all’interno della comunità associativa.
Il tema scelto, “Maria, donna dell’attesa e della speranza”, pone la Vergine di Nazareth come modello insuperabile per ogni credente, specialmente in questo tempo di Avvento.
Maria non attende passivamente, ma con una speranza attiva e vigilante. Il suo “Sì” all’Annunciazione non è solo una risposta a un invito, ma l’inizio di un’attesa radicale e piena di fiducia nel progetto di Dio, anche quando le circostanze possono apparire oscure o incomprensibili. La Vergine Maria ci insegna che l’attesa non è vuoto, ma pienezza. Non è staticità, ma un cammino interiore che ci prepara ad accogliere il Signore che viene in ogni istante della nostra vita.
Nel pomeriggio, i partecipanti, attraverso la metodologia della “Conversazione Spirituale”, saranno invitati a considerare il tempo come un’opportunità preziosa e speciale da accogliere con gioia e gratitudine.
In questa prospettiva, scopriamo che il tempo è, anzitutto, dono del Creatore: ogni singola giornata che ci viene concessa è un atto d’amore puro, un’effusione della bontà divina che ci chiama a una risposta di responsabilità e di custodia. Inoltre, il tempo è il vero e proprio luogo della Salvezza. Nello scorrere concreto dei giorni si manifesta senza sosta l’immutabile fedeltà di Dio e, passo dopo passo, si dispiega e si compie la nostra singola e irripetibile vocazione battesimale. Infine, e in maniera più tangibile, il tempo si rivela spazio di carità: la concretezza del nostro impegno spirituale e associativo trova la sua misura nell’uso che ne facciamo. La nostra disponibilità a dedicare minuti preziosi alla preghiera, all’ascolto dell’altro o al servizio comunitario diventa il barometro della nostra effettiva vicinanza a Dio e al prossimo.
Sabato 20 dicembre 2025, gli adulti di Azione Cattolica che partecipano al Laboratorio della fede promosso dai gruppi di Bagnoli, Fusaro e Monte di Procida, si ritroveranno per una giornata di spiritualità, di riflessione e di raccoglimento.
L’appuntamento è fissato presso l’Eremo dei Camaldoli, sul tema centrale: “Maria, donna dell’attesa e della speranza”.
In piena preparazione al Santo Natale, l’incontro si propone come un’occasione semplice ma intensa per vivere insieme un tempo di silenzio, necessario per ascoltare la Parola e la voce dello Spirito; come un’opportunità di riflessione per meditare sul significato profondo dell’attesa cristiana: come un’esperienzae di fraternità, per condividere il cammino di fede all’interno della comunità associativa.
Il tema scelto, “Maria, donna dell’attesa e della speranza”, pone la Vergine di Nazareth come modello insuperabile per ogni credente, specialmente in questo tempo di Avvento.
Maria non attende passivamente, ma con una speranza attiva e vigilante. Il suo “Sì” all’Annunciazione non è solo una risposta a un invito, ma l’inizio di un’attesa radicale e piena di fiducia nel progetto di Dio, anche quando le circostanze possono apparire oscure o incomprensibili. La Vergine Maria ci insegna che l’attesa non è vuoto, ma pienezza. Non è staticità, ma un cammino interiore che ci prepara ad accogliere il Signore che viene in ogni istante della nostra vita.
Nel pomeriggio, i partecipanti, attraverso la metodologia della “Conversazione Spirituale”, saranno invitati a considerare il tempo come un’opportunità preziosa e speciale da accogliere con gioia e gratitudine.
In questa prospettiva, scopriamo che il tempo è, anzitutto, dono del Creatore: ogni singola giornata che ci viene concessa è un atto d’amore puro, un’effusione della bontà divina che ci chiama a una risposta di responsabilità e di custodia. Inoltre, il tempo è il vero e proprio luogo della Salvezza. Nello scorrere concreto dei giorni si manifesta senza sosta l’immutabile fedeltà di Dio e, passo dopo passo, si dispiega e si compie la nostra singola e irripetibile vocazione battesimale. Infine, e in maniera più tangibile, il tempo si rivela spazio di carità: la concretezza del nostro impegno spirituale e associativo trova la sua misura nell’uso che ne facciamo. La nostra disponibilità a dedicare minuti preziosi alla preghiera, all’ascolto dell’altro o al servizio comunitario diventa il barometro della nostra effettiva vicinanza a Dio e al prossimo.
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