Monologo civile di un folle lucido (nessuno)
Lettere dal Decumano Minore
fondo editoriale Lontani La Traversata Natale 2025 non ci preoccupiamo verranno altri – per il MOMENTO!20 dicembre 2025
Parlo perché non sono stato invitato.
Parlo perché non rappresento nessuno.
E proprio per questo — forse — non mento.
Sono il folle lucido.
Quello che vede il disegno mentre gli altri discutono la cornice.
Quello che non ha potere, né partito, né padrone.
Uno che parla dal Decumano, non dai palazzi.
Il farsi male come educazione
Ci hanno insegnato presto a farci male bene.
Con misura. Con disciplina. Con senso civico.
Il dolore accettato è più digeribile della libertà.
La rinuncia è stata venduta come virtù.
La paura come prudenza.
L’obbedienza come maturità.
E così siamo diventati masochisti sociali:
non ci colpiscono più — firmiamo il consenso.
Amico, nemico, padrone
Ogni epoca ha bisogno di un nemico
per non guardarsi allo specchio.
Cambiano i nomi, restano i meccanismi:
- oggi sei con me o contro di me,
- oggi sei responsabile o irresponsabile,
- oggi sei serio o pericoloso.
Il padrone non urla più.
Sorride. Comunica. Rassicura.
Ti dice che lo fa per il tuo bene.
Dalla caverna alla provvidenza
Dalla caverna di Platone a quella digitale
il passo è breve:
cambia la luce, non la catena.
Abbiamo sempre cercato l’Uomo della Provvidenza
perché uscire all’aperto fa male agli occhi
e pensare stanca.
La Provvidenza manzoniana ci ha consolati:
resisti, soffri, qualcuno provvede.
Ha funzionato così bene
che ancora oggi aspettiamo.
Le armi come preghiera moderna
Parliamo di pace
mentre misuriamo il PIL delle armi.
Dal 2 al 3,5 al 5 per cento:
numeri che sembrano neutri
ma hanno un odore preciso: metallo.
Diciamo che è difesa.
Diciamo che è necessità.
Diciamo che non c’è alternativa.
Intanto il mondo si riarma
e noi dimentichiamo la fame
perché il nemico fa più notizia.
Il gatto, il cane e l’uomo
Il cane obbedisce e muore.
Il gallo combatte fino alla fine.
Il gatto no.
Il gatto osserva.
Sceglie.
Se ne va.
Ma l’etologia non interessa:
disturba l’ordine delle cose.
Ne parlano solo i folli.
I folli lucidi.
Natale, guerra e ipocrisia
Natale e guerra convivono benissimo.
Una liturgia, un cenone, una tregua finta.
Poi si ricomincia.
Ci auguriamo pace
mentre accettiamo tutto ciò che la rende impossibile.
E guai a dirlo ad alta voce:
rovini l’atmosfera.
Rovini l’educazione.
Dal vicolo
Io parlo dal vicolo.
Ai gatti.
Perché ascoltano senza giudicare.
Qui non ci sono giornali né strategie,
solo memoria, fame e formazione imperfetta.
Qui l’Europa non è un trattato,
è una persona che resiste.
Chiusura (senza morale)
Non ho soluzioni.
Non ho ricette.
Ho solo parole che non chiedono permesso.
E allora sì:
Auguri.
Buona fine.
Buon principio.
Da uno che non conta.
E proprio per questo parla.
Firmato:
Il Folle Lucido del Decumano
(scrivente, antropologo del vicolo)

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