La Lettera Pastorale del Vescovo Carlo Villano, “Camminiamo insieme nella carità”, è un invito a riscoprire la forza dell’amore, la comunione e la missione condivisa, unendo le due Diocesi (Pozzuoli e Ischia) nel cammino sinodale. Il tema centrale è l’impegno per un mondo riconciliato attraverso la carità.

La Lettera rappresenta non solo un programma, ma una vera e propria esortazione a riscoprire e vivere l’essenza stessa della fede cristiana in un tempo segnato da molteplici sfide sociali.

​Il Vescovo esorta all’azione e al superamento delle inerzie: “Vorrei che tutti, me compreso, ci sentissimo sollecitati e provocati da quest’azione silenziosa e potente dello Spirito di Cristo, per superare ogni paura e reticenza ad aprirci a nuove forme di condivisione e iniziativa missionaria.” Il documento sottolinea come l’amore debba spingere la comunità fuori dalle proprie chiusure, spingendo a “metterci in marcia, a non restare fermi sulle nostre posizioni, a non rimanere chiusi nel nostro mondo di pensieri, abitudini, paure.”

​Questi passaggi evidenziano l’orientamento della Lettera: un forte richiamo alla conversione pastorale e a un rinnovato slancio missionario, con la carità come motore del cammino sinodale delle Chiese di Pozzuoli e Ischia.

​Le indicazioni pastorali si concentrano su un forte appello a un rinnovamento spirituale e programmatico.

​Il Vescovo invita l’intera comunità diocesana a una vera e propria conversione pastorale che si traduca in azione. L’esortazione è a “superare ogni paura e reticenza ad aprirci a nuove forme di condivisione e iniziativa missionaria”. La carità deve spingere i fedeli e il clero a uscire dalle proprie sicurezze e a farsi missionari attivi, testimoniando l’amore di Cristo.

​La Carità è posta al centro non solo come un’opera di assistenza, ma come il principio teologico e pratico che unisce le due Chiese e ne definisce l’identità. Il titolo stesso, “Camminiamo insieme nella carità”, ribadisce la necessità di una sinergia e comunione profonda tra le due Diocesi affidate al Vescovo, per operare in unità di intenti. La Carità deve manifestarsi in gesti di prossimità, specialmente verso le situazioni di maggiore fragilità e degrado sociale presenti sul territorio.

L’indicazione è di lasciarsi guidare e provocare dall’azione dello Spirito Santo, che opera “in modo silenzioso e potente”. Un filo conduttore chiave nel messaggio è il concetto di una pastorale che “genera vita” e crea nuove opportunità di speranza e di futuro per il territorio.

​La Lettera è profondamente calata nella realtà dei due territori diocesani (Pozzuoli e Ischia) che affrontano complesse dinamiche sociali, culturali e persino ambientali. In questo contesto, l’appello del Vescovo è duplice: il cammino sinodale, sebbene sia una fase ormai avviata, continua a chiederep un investimento sulla qualità della vita comunitaria e sulla formazione costante di laici e ministri. La Carità non può rimanere confinata all’interno dei luoghi sacri. Essa deve tradursi in prossimità concreta, in iniziative di condivisione e in una profonda capacità di creare e custodire relazioni. L’obiettivo è fare in modo che la Chiesa diventi un segno di speranza tangibile per la società.

Antonio Izzo

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