GRAZIE
“Chi ti ricorda con gratitudine ti offre un pezzo di futuro: perché il bene, quando torna indietro, non invecchia mai.” — C.S.
28 novembre 2025
“Professore, stavolta tocca a me dirglielo: shalom!” — di Alessio Manzo
come cantava Lucio Dalla, “caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’”.
E allora oggi, con quello stesso spirito sincero e un po’ nostalgico, le scrivo anch’io, così la contatto un po’.
Viviamo in un mondo dove sembriamo sempre vicini, sempre connessi, sempre presenti…
e invece — lo sa anche lei — non siamo mai stati così distanti.
Distanti nel sentire, nel fermarci, nel dedicare tempo vero alle persone che contano.
E noi due, professore, di tempeste ne abbiamo attraversate parecchie.
Le belle, che ti aprono gli occhi al cielo.
E quelle brutte, che ti insegnano a restare in piedi quando dentro vacilli.
Ma, nonostante tutto, siamo ancora qua.
Con un bagaglio di vita che pesa, ma che ci ha resi più veri.
Ho visto la tua nuova avventura nel giornalismo.
E ho sorriso.
Perché le passioni non muoiono, non si arrendono: rimangono lì, in silenzio, finché non trovano il coraggio di tornare.
E tu hai avuto il coraggio di richiamarle a te.
E in quel momento mi è tornato in mente il monologo più bello che ci sia:
quello di Benigni, “Innamoratevi”.
Quando dice di buttarsi nella vita, di non avere paura, di lasciarsi travolgere dalle passioni vere.
Di innamorarsi, sempre — della vita, delle persone, delle cose che ti fanno vibrare il cuore.
E tu, Professore, lo hai fatto.
Ancora una volta.
Hai ascoltato quella voce interna che ti diceva che era tempo di rimetterti in gioco,
di raccontare il mondo,
di dargli un significato attraverso la parola.
Hai seguito, come direbbe Benigni, il miracolo che ti chiama per nome.
Per questo ti scrivo.
Per farti gli auguri più autentici.
Perché questa nuova strada sia luminosa, fiera, piena di quella stessa energia che hai saputo trasmettere a noi, quando eravamo ragazzi e tu eri la voce che ci guidava.
Ti abbraccio forte e, come dici sempre tu,
Shalom.
Un ex allievo,
oggi professore,
Alessio Manzo

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