CARO MARZIANO, TI DICO!
(fondo giornalistico – Lontani la Traversata)
Ora si sta sbattendo questa notizia sui giornali del Mondo 22:10 del 26 novembre 2025 di Ciro Scognamiglio ( fuso orario ITALIA).
In un mondo che corre, spara e dimentica, la notizia viaggia più veloce della riflessione: a Washington, davanti alla Casa Bianca, due agenti della sicurezza americana sono in condizioni gravissime, colpiti in un episodio che scuote ancora una volta la presunta capitale della democrazia mondiale. È l’ennesima crepa di un sistema in cui il diritto a portare armi convive – da sempre – con la promessa di libertà.
Mentre tutte le redazioni internazionali battono l’aggiornamento, la domanda vera rimane sospesa nell’aria: in che tempo stiamo vivendo?
Perché un singolo fatto di cronaca diventa lo specchio di una condizione più larga, antropologica: una civiltà che sembra aver perso il senso di sé.
Se un Marziano scendesse oggi sulla Terra – il Marziano evocato da Pif, osservatore ironico e crudele delle nostre assurdità – cosa troverebbe?
Troverebbe una specie che si dice sapiens, ma continua a muoversi attraverso istinti antichi: paura, rancore, vendetta.
Una lunga scia che dal Giurassico attraversa imperi, guerre mondiali, rivoluzioni e social network, per approdare ancora una volta allo stesso punto: l’odio come codice d’accesso al mondo.
E allora, caro Marziano, la domanda che ti rivolgo è questa:
anche sul tuo pianeta è finita così?
Anche voi siete diventati un Marte senz’atmosfera perché la vostra civiltà è crollata dall’interno, prima ancora che per una catastrofe?
È possibile che ciò che è stato di altri – forse più avanzati di noi – sia l’ombra del nostro futuro?
Perché la Terra non rischia solo la distruzione materiale.
Rischia qualcosa di più feroce: l’estinzione emotiva.
La perdita della capacità di convivere, ascoltare, frenare la vendetta prima che diventi identità.
La democrazia americana – quella che “dicono” sia la patria dei diritti – continua a muoversi in un paradosso: istituzioni moderne, armamenti da West.
Un Paese che guarda avanti ma spara come indietro.
E allora, caro Marziano, se davvero un giorno scenderai qui, preparati a questo spettacolo umano: contraddittorio, violento, fragile.
Ma troverai anche qualcuno che prova a fermare la corsa, a raccontare, a ricordare.
Perché sì, le cose brutte poi ti invecchiano, e io oggi non sono più “diversamente giovane”.
Ma proprio per questo, forse, posso dirti: guardaci bene. Stiamo giocando il nostro futuro come fosse ancora il vecchio West.
— Ciro Scognamiglio, Artista del Pensiero

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