A N T R O P O L O G I A “POLITICA”
ai MIEI ALLIEVI _ #LEZIONE IN RETE – ESEMPI ED ANALISI.
1. Che cos’è l’antropologia politica
L’antropologia politica è il ramo dell’antropologia che studia come il potere, l’autorità e le forme di governo si organizzano nelle diverse culture, non solo negli Stati moderni, ma anche in:
comunità locali
gruppi marginali o minoritari
contesti “informali” (famiglia, vicolo, clan, reti clientelari, mafie, movimenti)
Non guarda solo ai governi, ma a tutti i luoghi dove si esercita potere.
2. Oggetto centrale: il potere
Domanda chiave: chi decide che cosa, su chi, e perché gli altri accettano (o rifiutano) queste decisioni?
L’antropologia politica studia:
Potere: capacità di influenzare o controllare il comportamento altrui.
Autorità: potere riconosciuto come legittimo (dal gruppo, dalla tradizione, dalla legge, da Dio, ecc.).
Leadership: chi guida? come ci arriva? per carisma, eredità, denaro, violenza, voto?
Conflitto: come si gestiscono litigi, rivalità, tensioni di classe, di genere, tra generazioni?
Controllo sociale: regole, sanzioni, pettegolezzo, esclusione, fino alla violenza.
3. Differenza da scienza politica e sociologia
Scienza politica: di solito studia Stati, istituzioni, partiti, sistemi elettorali.
Sociologia politica: spesso guarda a opinione pubblica, classi sociali, partecipazione.
L’antropologia politica invece:
osserva anche i contesti piccoli, informali, marginali;
usa molto il lavoro sul campo (osservazione partecipante, vita nella comunità);
guarda alle dimensioni simboliche e culturali del potere: riti, linguaggio, miti, memoria, religione, corpi, spazi.
In breve: non solo “chi governa lo Stato?”, ma come il potere abita le vite quotidiane.
4. Temi classici
Società senza Stato
Come si governa un gruppo senza parlamento, polizia, tribunali?
Es.: capi tradizionali, consigli di anziani, ordini religiosi, clan.
Parentele e potere
Il potere passa spesso attraverso famiglia, cognomi, parentela allargata:
chi sposi, di chi sei figlio, a quale “casata” appartieni.
Riti e simboli politici
Bandiera, inno, funerali di Stato, cortei, manifestazioni, comizi, feste di quartiere:
sono teatri del potere, spazi dove il potere si mostra e si legittima.
Resistenza e subalterni
Come i “piccoli”, gli esclusi, i poveri, i vinti resistono, aggirano, ironizzano il potere:
mormorii, battute, satire
piccoli sabotaggi
forme di auto-organizzazione (comitati, movimenti, comunità di base)
5. Strumenti dell’antropologo politico
Osservazione partecipante: vivere dentro il gruppo, vedere il potere in azione.
Interviste e storie di vita: capire come le persone percepiscono potere, ingiustizia, diritti.
Analisi del linguaggio: slogan, discorsi, insulti, silenzi.
Analisi di spazi e corpi: chi sta dove, chi parla, chi può toccare chi, chi può guardare chi negli occhi.
6. Una formula sintetica
Se volessi dirlo in una frase:
L’antropologia politica studia come il potere prende forma nelle culture concrete, nei corpi, nei riti e nei rapporti quotidiani, dai palazzi del governo ai vicoli.
Oggi se ne parla a STUDIO PIANURA: “Decumano minore”
#Votare non è fare un favore ai politici:
è prendersi cura della propria vita.
#Ragazzi, in poche righe:
Se #non voti, decidono gli altri per te.
Chi vota conta, chi non vota subisce.
Il voto è la tua #idea che diventa forza.
Non esiste voto “#inutile”: ogni scheda è un messaggio chiaro su che Paese vuoi.
#Libero significa TUO, non copiato.
Non votare perché te lo dice un #influencer, un amico, un genitore. Ascolta, informati, poi decidi tu.
È un atto di #rispetto verso chi ha lottato per la #democrazia.
Il #diritto di voto non è nato da solo: centrano guerre, resistenza, vite spezzate.
È il contrario del “tanto non cambia niente”: è il primo passo per cambiare qualcosa.
“Se non alzi la voce col voto, qualcuno parlerà al posto tuo.”
ECCO UN ESEMPIO di SCUOLA ALTRA :
NOI #STORIA !
VOTATE
NOI DI UNA #ANTICA STORIA – #CIRO e #TERESA
Noi, di una antica storia dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania –
lo scrivente, già #Preside Ciro Scognamiglio, e Teresa La Monica, DSGA #distaccata all’USRC e storica sostenitrice del lavoro nella scuola campana –
interpelliamo la nostra casa-famiglia: la #SCUOLA della Regione Campania.
Ci rivolgiamo a donne e uomini liberi, con figlie e figli liberi e validi, come Teresa De Giulio.
Contiamo sul vostro appoggio e sul vostro affetto per me e per mia figlia… afferma una mamma come #Teresa#La#Monica, e riconosciamo le mamme non mentono mai.
VOTA #TERESA#DE#GIULIO – Movimento 5 ![]()
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#Votare non è fare un favore ai politici:
è prendersi cura della propria vita.
#Ragazzi, in poche righe:
Se #non voti, decidono gli altri per te.
Chi vota conta, chi non vota subisce.
Il voto è la tua #idea che diventa forza.
Non esiste voto “#inutile”: ogni scheda è un messaggio chiaro su che Paese vuoi.
#Libero significa TUO, non copiato.
Non votare perché te lo dice un #influencer, un amico, un genitore. Ascolta, informati, poi decidi tu.
È un atto di #rispetto verso chi ha lottato per la #democrazia.
Il #diritto di voto non è nato da solo: centrano guerre, resistenza, vite spezzate.
È il contrario del “tanto non cambia niente”: è il primo passo per cambiare qualcosa.
“Se non alzi la voce col voto, qualcuno parlerà al posto tuo.”
NOI #STORIA !
VOTATE
NOI DI UNA #ANTICA STORIA – #CIRO e #TERESA
Noi, di una antica storia dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania –
lo scrivente, già #Preside Ciro Scognamiglio, e Teresa La Monica, DSGA #distaccata all’USRC e storica sostenitrice del lavoro nella scuola campana –
interpelliamo la nostra casa-famiglia: la #SCUOLA della Regione Campania.
Ci rivolgiamo a donne e uomini liberi, con figlie e figli liberi e validi, come Teresa De Giulio.
Contiamo sul vostro appoggio e sul vostro affetto per me e per mia figlia, afferma una mamma come #Teresa #La #Monica, e riconosciamo le mamme non mentono mai.
VOTA #TERESA#DE#GIULIO – Movimento 5 ![]()
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