POLITICA – La rappresentiamo

01 novembre 2025 – Festa di Ognissanti
02 novembre – Commemorazione dei Defunti

A Eduardo De Filippo.
A mio Padre e a mia Madre.
Ai santi di ogni tempo e ai morti di tutte e tutti.

Noi, da vivi, oggi vi raccontiamo.
Vi diciamo che politica c’è stata fuori
e che politica, silente o ribelle, cresce dentro.

Perché la politica non è solo la scena,
né l’aula, né la voce che parla dall’alto.
È carne nel quotidiano,
è scelta nel respiro,
è memoria che cammina con noi.

E se nel mondo c’è contrasto,
che almeno sia luce che fende,
e non ombra che divora.

Siamo chiamati a rappresentare, sì—
ma prima ancora a riconoscere.
E poi a rispondere,
con la dignità dei vivi
che non dimenticano i morti,
e non tradiscono i santi dell’umano.

In memoria di Eduardo De Filippo, scomparso il 31 ottobre 1984
di Ciro Scognamiglio – Giornalista e Pittore Fotografico del Vicolo

C’è chi dice che la #politica è un teatro.
Ma il punto, oggi, è capire chi sono gli attori e chi è il pubblico.

Eduardo ci ha lasciato una lezione: il palcoscenico è una casa, una cucina, un tinello illuminato; non si recita al buio, non si finge di non vedere.
E allora immagino un palco vuoto, luci accese, tavolo e sedie, e davanti — di nuca — noi, cittadini, spettatori permanenti della commedia pubblica.

Sul fondale, un solo cartello:

POLITICA
la RAPPRESENTIAMO

Non più loro che recitano per noi, ma noi che finalmente decidiamo chi merita di salire in scena.


La libertà non è una liberazione: è l’origine

In questi giorni ho sentito parole di libertà da chi, attaccato, ferito, diffamato, ha resistito nella coerenza.
Ha detto: «Io sono sempre stato libero nella coscienza».

Questa frase mi torna dentro.
Non serve aspettare che qualcuno ci assolva.
La libertà comincia prima, dentro, e lì rimane.

Io, in 72 anni — 26.280 albe e 26.280 tramonti — ho imparato che la luce non mente.
È la luce che ci giudica, non i talk-show, non le campagne contro e non le applausi comprati.


Perché oggi mi schiero

Io non sono mai stato un uomo di carriera politica.
Sono stato monaco dentro e poi uomo del mondo, sempre a imparare dagli esseri umani veri.

E oggi mi schiero.
Lo faccio per chi, nella politica, serve e non si serve.
Per chi insegna, accompagna, non abbandona i giovani e non tradisce la propria comunità.

Mi schiero con Teresa De Giulio, donna di strada, scuola e servizio.
Una vita dedicata ai suoi allievi come si dedica una madre ai figli e una maestra al futuro.
Non è questione di partito: è questione di dignità, di sguardo, di onestà quotidiana.

Questa è la mia endorsement.
Scritto col cuore e con 26.280 prove di luce.


Il teatro politico di oggi

Guardiamo la scena pubblica:
sembrano compagnie itineranti dal post-giurassico, che cambiano solo i vestiti.
Dicono tutto, smentiscono tutto, si fotografano, si applaudono tra loro.

Eppure il teatro vero — quello che dà voce a chi non ne ha —
io l’ho visto nei carceri, nei ragazzi che lottano per un abbraccio libero, nei progetti veri, nella sofferenza fatta arte.

Non in certe piazze di plastica.
Non negli inni epici e nei sorrisi forzati.

La politica ha dimenticato l’anima, dicono.
Io rispondo: No.
L’anima c’è ancora — basta saperla scegliere.


Un invito da platea

Guardate il palco che vi ho disegnato.
Schiene rivolte verso la scena, luci accese, nessun attore.

Lì c’è la nostra libertà:
scegliere chi sale sul palcoscenico della nostra vita pubblica.

Io ci ho messo Teresa.
Metteteci il vostro nome, la vostra voce, la vostra attrice o il vostro attore del futuro.

Il sipario non si apre da solo.
Siamo noi che cambiamo la scena —
loro, gli attori, vengono dopo.


Napoli, novembre 2025

Oggi è 1 novembre.
Il mese si apre come un teatro.
Il 24 novembre tireremo le somme.
Poi io tornerò ai miei studi, alla mia scrittura, al mio mare interiore.

Ma oggi — oggi —
sono in platea e scelgo.

Perché non si è mai troppo vecchi per difendere la luce.

Ciro Scognamiglio
Uomo del mondo,
Al servizio della luce.

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