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#MARINO – Barra e la sua Storia

Territori che si interrogano al “FARE”.

Di Carmine Schiavo

Fotogiornalista di Strada !

Shalom

Carmine Schiavo è con Angelo Renzi e altri 8.

14 h ·

Barra celebra Romano Marino: un archivio per custodire l’anima della Festa dei Gigli.

Venerdì 24 ottobre, la Biblioteca sociale “La casa di Francesca” di Barra ha ospitato un incontro denso di emozione, memoria e prospettive per il futuro: la presentazione ufficiale della donazione dell’archivio storico di Romano Marino, custode instancabile della Festa dei Gigli e della storia del quartiere. L’evento, intitolato “Un pezzo della nostra storia… Incontro con Romano Marino”, è stato realizzato grazie alla collaborazione tra l’APS “Bene Comune” Biblioteca sociale “La casa di Francesca” e la Società di Mutuo Soccorso di Barra, e ha visto la partecipazione di tanti cittadini e associazioni, tutti uniti da un comune desiderio: non lasciare che la memoria collettiva si perda nel tempo.

L’archivio, che raccoglie materiali dal 1823 al 2015 tra manifesti, fotografie, canzoni e documenti è ora patrimonio condiviso della comunità, grazie alla scelta di Romano di donarlo non a un ente burocratico, ma a una realtà viva e radicata come la Biblioteca sociale.

Insieme all’archivio, è stato illustrato il sito della Biblioteca, con una sezione dedicata alle “Pubblicazioni condivise”, aperta a tutti coloro che vogliano contribuire con ricordi, immagini e racconti.

Matteo Speraddio, Presidente dell’APS “Bene Comune”, ha presentato il progetto digitale oggi arricchito anche da questa collaborazione. La cultura, ha spiegato Matteo, se uno la tiene per sé, non serve a niente. Questo archivio è uno strumento aperto, chiunque abbia un documento, una foto, una canzone della Festa, ce la presti un giorno e la mettiamo online per tutti.

Per Matteo, valorizzare l’identità del quartiere significa trasformare la cultura in bene comune, coinvolgendo bambini, ragazzi e abitanti attraverso iniziative che rendano visibili le espressioni artistiche e narrative locali.

Gennaro Cavallaro, presidente della Società di Mutuo Soccorso di Barra, ha sottolineato il valore simbolico del gesto di Romano: Non dobbiamo dire “credevamo”, ma dobbiamo crederci ancora. Perché se ci fermiamo al passato, non c’è futuro. Riprenderci il territorio, oggi, significa farlo nella sua dimensione culturale ha detto con fermezza; Definendo l’archivio un “archivio vivo”, strumento di resistenza contro la perdita di identità, e ha esortato la comunità a superare la nostalgia passiva per abbracciare un impegno attivo.

Lo stesso Romano Marino, con voce commossa ma ferma, ha raccontato la genesi della sua raccolta, nata dalla convinzione che “la memoria resiste meglio dello scritto”. Ha espresso la preoccupazione per la deriva attuale della Festa, ormai dominata dalle “paranze” e sempre meno legata ai comitati popolari che ne costituivano l’anima.

Io non so quante volte ho sentito Romano lanciare questo allarme: “Una volta la Festa era dei comitati, oggi è solo delle paranze. Se distruggi una canzone, distruggi un comitato e con esso un pezzo della nostra identità” Speriamo che un giorno non troppo lontano i comitati lo ascoltino. Ritornando all’archivio, per lui, l’archivio è un atto d’amore e di resistenza contro l’oblio.

Due voci femminili hanno aggiunto profondità e speranza al dibattito. Maria Marino, figlia di Romano, ha difeso con passione il valore autentico della Festa. Per lei, la festa non va demolita con critiche sterili, ma rafforzata con cura e senso di appartenenza. Custodire il suo archivio significa custodire l’anima del nostro quartiere.

Rosaria De Matteo, dell’associazione Barra R-Esiste, ha invece voluto guardare alle nuove generazioni: Non è vero che non si può fare niente per i giovani. Basta offrire loro qualcosa che li rappresenti: la festa, se vissuta con autenticità, diventa ponte tra passato e futuro.

Al termine dell’incontro, in segno di riconoscenza per il suo straordinario contributo, a Romano Marino è stata consegnata una targa ricordo da parte degli organizzatori.

L’evento si è concluso con un messaggio chiaro: la tradizione non deve essere un museo polveroso, ma un motore vivo di comunità.

Grazie a Romano Marino, all’APS “Bene Comune” Biblioteca sociale “La casa di Francesca”, alla Società di Mutuo Soccorso di Barra e a chi, come loro, credono ancora nella forza della memoria condivisa. Barra ha oggi uno strumento prezioso per raccontarsi, riconoscersi e guardare avanti, insieme.

Carmine Schiavo

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