Non si nasce liberi nel pensiero, lo si diventa nel silenzio delle parole negate.

FONDO – di Ciro Scognamiglio

 Dicasi Direttore Neandertaliano e mai sapiens

22ottobre2025

Non si nasce liberi nel pensiero, lo si diventa nel silenzio delle parole negate.
È di questi giorni la notizia che un giornalista viene inquisito non per menzogna, ma per eccesso di verità: un reato che la modernità traveste da scorrettezza formale. Mentre le piazze si dividono tra tifoserie contrapposte — una che urla giustizia, l’altra che invoca ordine — la libertà di dire, di ascoltare, di scrivere resta in mezzo come un cane randagio sul Decumano Minore della storia.

Mi torna allora alla mente un volto antico, un profilo che pare scolpito nel dubbio: chi lo guarda non sa se sta per pronunciare un sillogismo o una preghiera. In quella compostezza da uomo d’altri secoli leggo la misura di ciò che abbiamo perduto: la capacità di non confondere l’intelligenza con la furbizia, la parola con la propaganda, la voce con il rumore.

Oggi i nuovi sapiens del potere — di destra e di sinistra, di sopra e di sotto — si rintuzzano come galli ciechi in un’aia che chiamano democrazia. Nessuno ascolta, tutti sostituiscono: la verità con il consenso, la ragione con l’algoritmo, la libertà con l’indice di gradimento. Così il giornalista che indaga diventa sospetto, lo scrittore che pensa è considerato sovversivo, e il cittadino che dubita viene curato a colpi di slogan.

Nel fondo di questa illusione resta un popolo che non distingue più la luce dal riflesso, l’eco dal canto, il leader dal pastore. Eppure — mi dico — la storia non è morta, ma soltanto stordita.
Perché ogni volta che una voce viene spenta, un’ombra inizia a parlare.
Ogni volta che il potere tenta di sostituire la coscienza, la memoria si rialza in forma di racconto, o di fotografia, o di silenzio scritto.

Noi, del Decumano Minore, non abbiamo né troni né pulpiti.
Abbiamo la parola che sosta, la frase che inciampa, il gesto che resta umano anche quando l’umano non è più di moda.
Scriviamo da un margine che non vuole diventare centro, e da un tempo che non vuole vincere sul futuro.
E se a qualcuno sembreremo primitivi, ebbene sì: # Neandertaliani , ma non sapiens.
Perché nel nostro “non sapere” c’è il coraggio di chiedere ancora.

E mentre i potenti cercano di sostituirsi al pensiero, noi restiamo qui, a ricordare che la verità non è una proprietà privata.
È una creatura fragile, che sopravvive solo se la si accoglie come si accoglie un viandante — senza garanzie, ma con rispetto.

Sul Decumano Minore la notte scende sempre prima che altrove.
Ma è proprio nel buio che il fuoco del dire torna a farsi lume.

#FUORITEMPO- contenti del BUIO -il fuoco del dire torna a farsi lume- !

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