LONTANI LA TRAVERSATA – FONDO D’APERTURA

CASTANEIDE

La verità filosofica e antropologica dell’oggi

I FATTI DELLA FUFFA STANNO IN FUFFOSITÀ

Occhiello:

Quando la verità diventa notiziario e la menzogna si traveste da equilibrio, resta solo la filosofia del dubbio. Una riflessione di Ciro Scognamiglio sul potere, la fuffa e la condizione umana nell’epoca dell’algoritmo.

«Quale bandiera bianca?» cantava #Battiato.
Ma oggi la bandiera non si ammaina, si confonde: ondeggia tra la resa e la recita.
Siamo spettatori di un mondo che parla di pace come se fosse una funzione di mercato, un titolo in borsa, una parola da contratto.

Parlo della sopraffazione e del predominio.
Il potere, così come oggi si manifesta, mi fa semplicemente orrore.
Non è più quello visibile dei regimi o dei carri armati: è quello invisibile, che plasma desideri, consensi, linguaggi.
Bisogna guardarsene — dall’esercitarlo come dal subirlo — perfino quando si prende un caffè al bar. Anche lì si gioca la partita delle gerarchie nascoste: chi serve, chi paga, chi comanda, chi finge di sorridere.

#Castaneda lo avrebbe chiamato uso distorto del potere personale:
una catena di sovrastrutture fisiche e mentali che l’uomo ha edificato su sé stesso, fino a non riconoscere più la propria forza interiore.
Oggi siamo pieni di parole, ma svuotati di senso.
Abbiamo conquistato l’algoritmo e smarrito lo sguardo.
Il potere non urla più, non spara, non ordina: orienta.
Orienta il pensiero, la paura, il consenso.
È un potere “gentile” e totalitario insieme, che ti convince di essere libero proprio mentre ti guida.

Intanto il mondo discute di tregue e vertici, di Trump che incontra Putin, di Zelensky che attende il suo posto al tavolo della pace, di dazi trasformati in strumenti di ricatto economico.
Ma tutto è sospeso: la pace è solo una tregua, la guerra è solo un algoritmo.
La storia si ripete come notiziario, e la notizia diventa anestesia.
Il gelo dei fronti si riflette nel gelo delle coscienze.
Si congela la guerra come si congela una crisi: per non risolverla.

Perfino l’economia vive di fuffa.
Ci dicono che investire in America ridurrà i disavanzi, che i dazi renderanno più “giusta” la competizione. Ma gli stessi numeri raccontano il contrario.
Gli investimenti aumentano il deficit, le promesse diventano clausole invisibili, le identità contabili sostituiscono le identità umane.
Il mondo si è ridotto a un bilancio: tutto deve tornare, tranne la verità.

La fuffosità, allora, non è più solo un modo di dire: è un modo di vivere.
È la sostanza sottile che tiene insieme informazione, diplomazia e consumo.
È il linguaggio dominante del nostro tempo:
un linguaggio che non comunica, ma copre.
Che maschera la violenza sotto il nome della mediazione, e l’ingiustizia sotto il nome dell’equilibrio.

La #Castaneide è il mio sguardo su questa condizione:
un viaggio nel deserto del presente, dove il reale si traveste da reale e il vero si dissolve nel verosimile.
È il diario di un uomo che osserva il mondo, non per giudicarlo ma per capirne il trucco.

E allora, cari ragazzi, se un giorno qualcuno vi chiederà da che parte state, non rispondete con le parole che vi hanno insegnato.
Guardatevi intorno, respirate, ascoltate chi tace.
Perché la verità, quella vera, non sta nei vertici né nei dazi, ma nel gesto che rifiuta la recita.

Forse il vero potere, oggi, è restare umani nel rumore delle finzioni.
Forse la rivoluzione più radicale è una carezza data senza scopo, una parola detta senza profitto.

La Castaneide non finisce: continua in ogni sguardo che ancora distingue la sostanza dalla fuffa.

Ciro Scognamiglio – CIROSCO99
Scrivente antropologo dal Decumano Minore
Per LONTANI LA TRAVERSATA – Rivista di comunicazione civile e filosofica

Lascia un commento